Zagat: i pionieri dei nel
Quando nel 1979 una giovane coppia di New York, Tim e Tina Zagat, pubblicarono con il loro nome una “guida ai ristoranti” basata sulle recensioni degli amici, probabilmente non pensavano di vestire i panni dei pionieri di un fenomeno che sarebbe stato un successo crescente fino a esplodere con la diffusione del Web 2.0.
La filosofia Zagat è l’esatto opposto di quella della rinomata Guida Michelin: invece di affidare il giudizio all’esperto, la valutazione di un ristorante spetta ai clienti e possiamo considerarlo uno dei primi esempi di contenuto generato esclusivamente dalla community degli utenti, diventando a tutti gli effetti il precursore dei social media.
Ad oggi Zagat ha venduto più di 150 milioni di dollari e contiene recensioni di migliaia di ristoranti, alberghi e altri esercizi in tutto il mondo, Italia compresa, scritte da clienti. Un fenomeno che non è passato inosservato nemmeno a Google che nel 2009 ha acquistato Zagat inserendolo nel contesto di Google Offers, con l’obiettivo di popolare con contenuti e recensioni gli esercizi presenti su Google Maps.

Qual è la chiave del successo? Saltare gli intermediari!

Parlare con i consumatori, non ai consumatori

“Ho visto il futuro nel Cluetrain Manifesto”(www.cluetrain.com), cosi scriveva il Wall Street Journal dopo l’uscita delle 95 tesi, note a tutti noi e scritte da Levine, Locke, Searls e Weinberger, per descrivere l’impatto e i cambiamenti che la Rete apportava sui mercati e sulle relazioni tra produttori-consumatori. E come non dare ragione a quella affermazione?
Dopo tredici anni dal Manifesto Cluetrain, e la seconda ristampa del libro a distanza di dieci anni, sempre più le aziende, spesso inconsapevoli, stanno adottando e mettendo in pratica i principi del Manifesto e diventano consapevoli, oggi più che mai, che “I mercati sono conversazioni e sono fatti di essere umani, non di segmenti demografici” e che “Le aziende possono ora comunicare direttamente con i loro mercati. Se non lo capiscono, potrebbe essere la loro ultima occasione.”
I media sociali si contrappongono ai mass media e, da una conversazione di tipo “uno a molti” si è passati ad un dialogo” da molti a molti”. L’opportunità per le aziende del food&beverage non è più quella di parlare ai consumatori ma quella di entrare negli spazi online e di usarli per ascoltare, collaborare e parlare direttamente con i consumatori.

Aggiungi un posto a tavola…. le 4+1 P del marketing

Ebbene si, prepariamo la mise en place al tavolo del marketing: alle quattro P del marketing, Prodotto, Prezzo, Posto, Promozione, aggiungiamo il posto per un altro commensale di tutto rispetto: la Partecipazione, intesa come l’opportunità di entrare in contatto reale con i propri clienti, conversando con un linguaggio informale, con trasparenza ed autenticità.
Solo comunicando e confrontandosi alla pari con le persone, è possibile per le aziende del food&beverage conquistare la loro fiducia ed instaurare relazioni prima dell’acquisto. I consumatori non sono più persone da sedurre ad ogni costo ma veri e propri partner delle aziende, coinvolti nel processo di crescita e di creazione di valore.

Come i social media stanno cambiando il business del Food&Beverage

Diciamolo….il settore del Food&Beverage non è mai stato cosi “sharing”! I social media stanno cambiando la cultura del ristorazione, influenzando come i consumatori pensano, comunicano e condividono le loro food&wine experiences in tempo reale, con la crescente tendenza di trovare e condividere informazioni più online che offline.
E se poi aggiungiamo l’indiscussa attrattiva della comunicazione visiva, la fotografia, i video e il food&beverage diventano un abbinamento perfetto dei “sensi digitali”.
Se avete ancora dei dubbi sul perfetto abbinamento tra food e social media, basta fare un “salto” su Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Youtube, Flickr, FourSquare, Facebook Places e vedere quante immagini di cibo, ricette, recensioni, commenti, gruppi di discussione si possono contare in solo 5 minuti… e sono solo alcuni degli strumenti di marketing digitali che hanno creato un paradigma completamente nuovo della comunicazione del settore.

Come i clienti usano i media sociali per apprendere, allo stesso tempo ne diventano partecipanti attivi generando contenuti loro stessi. Secondo le ultime statistiche Il 47% degli utenti on line, sono persone che contribuiscono a produrre valutazioni e recensioni su blosg o altri canali social e questo avviene almeno una volta al mese. I consumatori, sfruttano al meglio il lavoro di questi utenti: la percentuale degli utenti, che ricercano recensioni online è aumentato dal 12% nel 2009 al 57% nel 2011. Sempre più spesso la fase precedente l’acquisto di un prodotto o la scelta di un servizio si tramuta nella ricerca di recensioni online. (Social Media Examiner, 2012 Social Media Marketing Industry Report)

E quali sono i benefici che i social media possono portare alle aziende del food&beverage? Costruire una community forte di fans che alla fine contribuiscono a raggiungere obiettivi di business, sviluppare consapevolezza attorno al brand o ai prodotti, curare la propria web reputation, ingaggiare i clienti in conversazioni che permettono di ottenere maggiori conoscenze dei clienti o dei prospects, sviluppare opportunità di selling – proporre vendite speciali e postare promozioni, sconti e offerte, creare traffico verso i punti vendita, l’e-shop e sopratutto costruire relazioni prima dell’acquisto.

In quest’ottica diventa allora fondamentale per ognuno, trovare il proprio modo di esprimersi e di essere presente per caratterizzarsi e differenziarsi online. Il modo più semplice per rimanere impressi nella mente delle persone è essere unici, dimostrare personalità e riuscire a trasmettere la propria unicità.
Provate a rifletterci, domandatevi in cosa potete differenziarvi dai vostri competitors, su come utilizzare i media sociali e fateci sapere le vostre opinioni.

Al prossimo appuntamento!

Giusy Barbato

Giusy Barbato

E’ una digital and social media strategist e si occupa di comunicazione digitale. La sua passione per la tecnologia inizia dapprima allo stato puro, diventando Project leader nei servizi IT per poi lavorare come assistente marketing, gestione del cliente, e pubbliche relazioni nel settore del wine, il suo più grande amore, conseguendo i tre livelli sommelier. Nel 2009 negli USA scopre i social media nella comunicazione della ristorazione e se appassiona follemente. Rimane un po’ in quel di NY dove studia come viene percepita l’immagine del wine&food made in Italy.
Rientra in Italia e collabora per una società di educazione ai social media per PMI del wine. Oggi è una social media educator, scrive e collabora per far comprendere le potenzialità della comunicazione 2.0 nel settore del food&beverage.

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