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Facebook: meno traffico delle pagine per avvantaggiare i Promoted Post?

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sta cercando di incrementare l’utilizzo dei riducendo di proposito il traffico delle pagine? Recentemente diversi gestori di pagine hanno riportato una diminuzione del traffico in arrivo sui propri siti dalla pagina FB e degli utenti iscritti che visualizzano i post inseriti. In alcuni casi i click sui link inseriti si sarebbero ridotti di più della metà, a fronte di un incremento degli utenti iscritti alla pagina.

Il fenomeno, verificatosi in coincidenza con l’introduzione della funzione per promuovere i post a pagamento (Maggio), e con l’incremento degli sforzi della società di monetizzare i propri servizi, ha insospettito molti iscritti. Facebook sostiene di voler tenere i feed degli utenti liberi da un eccesso di contenuti promozionali, contemporaneamente, però, in questo modo, incentiva l’utilizzo dei promoted post. Non tutti sono altrettanto convinti, di conseguenza, delle buone intenzioni del social network (mantenere elevata l’esperienza utente) e molti brand non gradiscono il cambiamento.

Il New York Observer, già a Settembre, riportava che i post delle ora raggiungono circa il 15% dei fan totali. “Facebook è rotto di proposito al fine di estrarre più soldi dagli utenti” commentava Ryan Holiday, uno stratega delle Pubbliche Relazioni.

Molti, inoltre, ritengono un po’ un controsenso sostenere di limitare i post delle pagine presentati nei feed degli utenti al fine di mantenere alto il livello di engagement da parte di questi; e contemporaneamente permettere la promozione di post di scarso engagement a pagamento.

Facebook ha, infatti, dichiarato a ArsTechnica che “tutti I contenuti dovrebbero essere in grado di generare engagement al pari dei post di amici e familiari.” La minore visualizzazione di contenuti dalle pagine risponderebbe quindi all’esigenza di non mostrare troppi contenuti di scarsa qualità ed attrattività.

L’azienda, però, permette, notano molti, la promozione a pagamento di questi contenuti, ritenuti di minor valore, che tornerebbero così a riempire i feed, semplicemente dopo aver incrementato le entrate del social network.

Philip Zigoris, un ingegnere di Facebook, in un recente post, ha discusso di alcune di queste questioni. Sostanzialmente, Zigoris sostiene che i post risultati di maggiore gradimento per gli utenti, in base all’analisi delle attività di questi, ottengono una maggiore visibilità e possono essere promossi con maggiore efficacia.

Facebook avrebbe, inoltre, spiegato ad  ArsTechnica che promuovere i post di minore successo tra gli utenti costerà di più ai gestori delle pagine; in questo modo si dovrebbe garantire la qualità dei contenuti.

La discussione probabilmente è destinata a continuare a lungo. Da una parte, legare la visibilità dei contenuti al gradimento sembra sensato, dall’altra resta il sospetto che sia esclusivamente una modalità per promuovere i nuovi servizi a pagamento; tanto più che gli utenti che non gradiscono i contenuti di una pagina avevano già a disposizioni diverse opzioni per limitarne la visibilità (ad esempio, ‘hide this post’).

A questo va aggiunta la strana coincidenza temporale della diminuzione del traffico, proprio contemporanea all’introduzione dei post promossi a pagamento. Se Facebook voleva migliorare l’esperienza degli utenti perché non ha introdotto simili cambiamenti già da tempo?

Più di tutto, il popolare social network rischia fortemente una reazione negativa da parte delle aziende, che invece di incrementare le entrate potrebbe addirittura portare i brand a scegliere piattaforme differenti per le proprie attività relazionali.

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