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Open Government Summit 2012

Open Government Summit 2012

Si terrà a Roma il 6 novembre prossimo la prima edizione dell’ Summit 2012, organizzato da Business International e TechEconomy in collaborazione con Asset Camera.

I grandi cambiamenti dello scenario economico e politico, nel nostro Paese come a livello internazionale, stanno ridisegnando profondamente la società ed i rapporti tra cittadini, imprese, amministrazioni, istituzioni  e politica. Da una parte gli effetti della crisi, dall’altra le nuove possibilità offerte dalle tecnologie e dalla Rete, rendono sempre più impellente la ridefinizione dei processi di partecipazione da parte della società alle scelte pubbliche.

L’importanza crescente di pratiche come l’, universalmente riconosciute come driver di business oltre che come strumenti di trasparenza, ed il ruolo centrale degli strumenti e dei processi di partecipazione previsti nell’Agenda Digitale Europea, impongono tanto alla politica quanto all’economia una profonda e sostanziale riflessione su questi temi. È necessario infatti da una parte che i Governi comprendano appieno, in un dialogo strutturato con la Società Civile, il ruolo dei nuovi modelli di partecipazione; dall’altra che le aziende ed il mondo economico percepiscano il mutato rapporto tra gli stakeholder in gioco, così da coglierne le opportunità prima che esse si trasformino in minacce anche per i modelli di business più consolidati.

L’ 2012  in questa sua prima edizione vuole costituire un momento di incontro tra esponenti delle istituzioni, dell’amministrazione e dell’economia, per fare il punto sulla situazione dell’Open Government nel nostro Paese anche e soprattutto in relazione agli sviluppi dello scenario internazionale. “Troppo spesso, vuoi per moda vuoi per altre motivazioni, si riduce l’Open Government all’applicazione di mere pratiche di Open Data, sostituendo così lo strumento con il fine. Oggi è necessario porre l’attenzione sul reale obiettivo dell’Open Government, che è quello di sviluppare nuovi modelli di governance basati sulla conoscenza e sulla partecipazione”. Con queste parole il Prof. Stefano Epifani (chief editor di TechEconomy) presenta l’evento, alle quali fanno seguito quelle dell’Avv. Ernesto Belisario (responsabile scientifico assieme al Prof. Epifani dell’evento) “Come ha detto il segretario di stato americano Hillary Clinton, non ha ormai più senso distinguere tra paesi del Nord e paesi del Sud del mondo: la vera distinzione è tra paesi (governi) aperti e paesi (governi) chiusi.  In Italia non possiamo permetterci di vivere in un governo chiuso. Dobbiamo quindi prepararci ad un cammino lungo e complesso, tanto dal punto di vista normativo che da quello economico e sociale”.  L’Open Government come strumento di partecipazione quindi, ma anche come driver economico. La libera circolazione dei dati attiva infatti percorsi virtuosi di sviluppo economico; “per questo motivo – afferma Simona Clarizio, responsabile per l’evento di Business International – è importante che non solo le Pubbliche Amministrazioni, ma anche le aziende comprendano appieno la portata del fenomeno. Per poter cogliere le opportunità di un vero e proprio nuovo mercato: quello generato ed alimentato dai dati e dalle informazioni pubbliche”.

Su queste basi prende forma l’Open Government Summit 2012, che nella sua struttura – in una giornata di approfondimento e di riflessione – affronterà in quattro sessioni (trasparenza, partecipazione e collaborazione, tecnologie, vision) tutti i principali temi esposti, evidenziando di volta in volta le opportunità per cittadini, amministrazioni, imprese.

L’evento sarà anche occasione per la presentazione dell’Osservatorio sull’Open Government, nuova struttura di ricerca che si pone l’obiettivo di valutare l’impatto dei modelli e dei sistemi di Open Government sull’economia e sulla società e che come prima sua attività sta sviluppando l’Open Government Index (OGI): uno strumento concepito per misurare l’impatto reale delle politiche orientate all’Open Government sul territorio.

Tra i relatori invitati all’evento:

Stefano  Venditti (Azienda Speciale Asset Camera – C.C.I.A.A. Roma), Alberto Cottica (Consiglio Europeo), Ruta Mrazauskaite (Transparency International), Giulia Pastorella (Open Government Partnership), Francesco Profumo (Ministro Istruzione, Università e Ricerca), Salvatore Marras (Responsabile Dati.gov.it), Giulia Barrera (FOIA.it), Claudio Cipollini (Rete Camere), Roberto Moriondo (Regione Piemonte), Giuseppe Tilia (Telecom Italia), Guido Romeo (Wired Italia),  Steven VanRoekel (Federal Chief Information Officer, United States), Emanuele Baldacci (Istat), Alberto Marinelli (Università La Sapienza), Luca Nicotra (Avaaz.org), Alessandro Gilioli (L’Espresso), Mario Calderini, (MIUR), Giovanni Boccia Artieri (Università di Urbino), Riccardo Luna (La Repubblica), Filippo Patroni Griffi (Ministro per la Pubblica Amministrazione), Chris Taggart  (OpenCorporates), Nello Iacono (Stati Generali dell’Innovazione), Ellen Miller (Sunlight Foundation), Guido Scorza (Open Media Coalition), Patrice McDermott (OpenTheGovernment Coalition), Alessandra Poggiani (Imperial College of London).

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