Legal & Digital Rights

Google: le nuove regole per la privacy non piacciono all’Europa

Soro

ha adottato a Marzo nuove regole per la , finite sin da subito nel mirino delle autorità europee. I Garanti europei della affermano ora chiaramente che  le nuove regole non tutelano sufficientemente i diritti degli utenti europei, chiedendo alla società americana di porre maggiore attenzione alla tematica e di rendere conformi le policy applicate alla Direttiva europea sulla protezione dei dati personali.

La nuova policy di Google abilita, in particolare, l’incrocio di tutti i dati sull’utente provenienti da diversi servizi. La società la ritiene una razionalizzazione organizzativa, e uno strumento per offrire servizi maggiormente efficaci e puntuali ai clienti. Ma i Garanti di tutti i paesi europei ritenendo che in una simile pratica sussistano forti rischi per la privacy dei cittadini, hanno firmato ed inviato una lettera al gigante USA. Una lettera che arriva dopo mesi di accertamenti, effettuati in collaborazione con l’azienda. Nel documento si legge che la collaborazione tra le authority e Google non ha sciolto i dubbi e “permangono alcune aree grigie”.

I Garanti, oltre a chiedere policy più chiare su raccolta, conservazione e utilizzo dei dati, vorrebbero che Google si sforzasse di più in quanto a trasparenza ed informazioni ai clienti. Raccomandano, così, l’adozione rapida di una serie di garanzie. Google dovrebbe, in particolare, informare i clienti per ogni singolo prodotto; fornire informazioni particolarmente accurate riguardo ai dati più a rischio. In particolare, quelli sulla geolocalizzazione e quelli sui pagamenti on line, ed adattare le informative alle tecnologie mobili.

La società dovrebbe anche essere più trasparente riguardo alla combinazione dei dati di vari servizi e spiegare meglio a quali scopi verrà effettuata e in che modalità. Chiedendo inoltre, in linea con le leggi europee, il consenso esplicito per combinare i vari dati degli utenti.

, presidente dell’Autorità di Garanzia italiana, ha commentato l’iniziativa europea, che ha sottoscritto e che vede l’organismo italiano particolarmente attivo sulla questione, tanto da aver incontrato proprio nei giorni scorsi i rappresentanti di Google.

Google tratta i dati di milioni di utenti sparsi nel mondo – ha spiegato Soro – i quali non sempre sono consapevoli dell’uso che viene fatto delle loro informazioni personali. Per questo è indispensabile che operi in modo corretto e nel rispetto dei diritti fondamentali, così come riconosciuti dall’Unione europea. L’azione coordinata delle Autorità europee svolta nei confronti di Google rappresenta in questo senso un messaggio importante ai grandi colossi della rete affinché accettino la sfida di una nuova policy più responsabile e attenta alla dignità delle persone”.

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