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Foxconn costretta a confermare lavoro minorile nelle fabbriche

foxconn

, maggiore contractor mondiale dell’elettronica, si è visto costretto a confermare di aver impiegato nelle proprie strutture dei lavoratori minorenni, di età compresa tra i 14 ed i 16 anni.

Le prime segnalazioni sull’impiego di minorile nelle fabbriche cinesi erano arrivate Lunedì, da parte del China Labor Watch, un gruppo attivo nella difesa dei diritti dei lavoratori; oggi la compagnia asiatica è stata costretta ad ammettere l’accaduto. La Foxconn ha sostenuto di aver effettuato un’indagine interna, attraverso la quale ha accertato l’impiego per tre settimane di un piccolo gruppo di ragazzi tra i 14 e i 16 anni.

La Foxcoon, in un’email inviata a Bloomberg, sostiene di non essere stata in precedenza a conoscenza del lavoro minorile nei suoi impianti e di essere intenzionata a prendere seri provvedimenti. “Qualsiasi dipendente Foxconn trovato, attraverso la nostra indagine, responsabile di queste violazioni verrà immediatamente licenziato” ci ha tenuto a precisare la compagnia.

Il gruppo di difesa dei lavoratori che ha portato alla luce la vicenda, ha ritenuto gli istituti scolastici della regione i maggiori responsabili dell’assunzione dei minorenni per gli stage estivi alla Foxconn. Spettava in primo luogo alle scuole non permettere la partecipazione dei minorenni, oltre che all’azienda di attuare le opportune verifiche. I media cinesi invece, sembrano ritenere la Foxconn principale responsabile dell’accaduto, poichè avrebbe esercitato pressione sui governi locali, affinché le scuole inviassero studenti a lavorare temporaneamente nelle fabbriche per far fronte alle maggiori esigenze di produzione.

Quello che sembra certo è che gli studenti del Yantai College nella provincia di Shandong, sono stati fortemente spinti a lavorare negli impianti del contractor dal loro istituto. Uno degli studenti, Zhang, ha spiegato così l’accaduto ad una radio nazionale d’informazione: “La scuola ci ha detto di andare ad effettuare gli stage al rientro dalle vacanze estive il 27 Agosto – ha riferito Zhang – Gli stage sono sempre stati volontari, e avrebbero dovuto esserci diverse opzioni. Ma non quest’anno”. Agli studenti sarebbe stato richiesto di firmare una accordo interno, dopo di che “dovevano andare e lavorare come stagisti”.

Non tutti gli studenti e genitori hanno accettato pacificamente l’obbligo di svolgere lo stage, ma le proteste della famiglia di Tian, studente presso la facoltà di meccanica, non hanno avuto molti effetti. Un’insegnante gli avrebbe risposto vantando i benefici dell’attività lavorativa e confermando le pressioni della società sul governo. “È uno stage di 45 giorni sulla linea di assemblaggio. La paga sarà la stessa dei lavoratori ufficiali della fabbrica. Foxcoonn potrebbe riscontrare carenza di lavoro a causa degli ordini in aumento, così ha chiesto al governo di spingere le scuole ad inviare più studenti a lavorare per loro.”

Foxconn è al centro di una polemica internazionale sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche asiatiche che producono per le multinazionali occidentali, ed in particolare per . La continua attenzione negativa della stampa e dei consumatori, potrebbe nel lungo periodo danneggiare la capacità del contractor di attirare ordini di produzione dalle maggiori compagnie mondiali. Poichè quest’ultime sono sempre più preoccupate per i danni di immagine derivanti da simili vicende, in un contesto di crescente sensibilità dei consumatori.

Fino ad oggi le multinazionali, Apple in primis, hanno reagito con operazioni di pubbliche relazioni e promesse di maggiori controlli e cambiamenti nelle condizioni di lavoro; entrambe non sembrano essere risultate pienamente efficaci, e i danni all’immagine continuano. Qualora la sensibilità dei consumatori crescesse ancora, e si facesse più concreta in termini di scelte di acquisto, ben altre trasformazioni risulterebbero necessarie. D’altra parte, di paesi dal contesto favorevole, di imprenditori pronti a lanciarsi nella sfida, e di contesti a cui i media prestano un’attenzione molto minore ce ne sono tanti.

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