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Frequenze tv: la UE auspica di riservarne tre per nuovi operatori?

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Il governo Monti vorrebbe aviare l’asta per le entro Natale, ma la cosa potrebbe rivelarsi difficile visto che l’Unione Europa ha dubbi sostanziali sulla prima bozza di regolamento per la procedura che gli è stata inviata.

La bozza di regolamento, approvata dall’ a fine Settembre, prevederebbe, secondo indiscrezioni, due pacchetti di frequenze. Per il primo (54, 55 e 58 – banda 700 mhz) verrebbe rilasciata una concessione di 5 anni (2017) perché la banda occupata dovrà essere liberata per la telefonia mobile. La base d’asta per ciascuno dei tre multiplex dovrebbe essere pari a 20 milioni. Il secondo pacchetto (6 e 7 in banda Uhf – due in banda Vhf) verrà assegnato con concessione di 15 anni e una base d’asta di 60 milioni. Non è chiaro, al momento, se le tariffe immaginate comprendano il canone annuale; come nel caso, ad esempio, della fortunata asta da 4 miliardi per le frequenze 800 mhz di un anno fa.

La bozza dell’Agcom introdurrebbe, inoltre, alcuni limiti riservando uno dei due canali in banda Vhf a nuovi entranti nel mercato televisivo italiano. Questo, però, per l’Unione Europea potrebbe non essere sufficiente.

L’Italia si trascina dietro la minaccia di una procedura di infrazione per la chiusura del mercato TV da diversi anni. Per evitare la procedura l’ dovrà dare parere favorevole al regolamento sulla base del quale dovrebbero essere assegnate le frequenze liberatesi con il passaggio al digitale. La bozza delle autorità italiane è quindi stata inviata alla commissione dove, non a caso, è il commissario europeo alla concorrenza, Joaquín Almunia e non Neelie Kroes, vicepresidente con delega ai media e all’Agenda Digitale, ad occuparsene.

L’Unione Europea, secondo indiscrezioni, non starebbe rendendo la vita facile all’Agcom e vorrebbe che tre delle frequenze destinate all’uso televisivo a lungo termine siano riservate a nuovi operatori. Consultazioni informali tra il personale dell’autorità italiana e i tecnici europei dovrebbero continuare nelle prossime settimane per risolvere la questione.

L’Agcom, se tutto andrà come previsto e la situazione in Europa si risolverà velocemente, dovrebbe pubblicare il regolamento ad inizio Novembre. La procedura dovrà, poi, essere sottoposta a consultazione pubblica per un mese. C’è, però, chi inizia a chiedersi se ci saranno aziende effettivamente interessate a partecipare, vista anche la contemporanea vendita degli asset televisivi di Telecom Italia e il cattivo contesto economico.

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