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Apple rimuove mobile game sui suicidi alla Foxconn

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La situazioni dei lavoratori asiatici impiegati nella produzione dei device nelle fabbriche della continua a tormentare l’azienda americana che, nel tentativo di limitare i danni d’immagine, ha rimosso dal proprio store una provocatoria app, rischiando in questo modo di attirarsi ulteriori critiche.

Il mobile game in questione, “In A Permanent Save State” di Benjamin Poynter, è una narrazione interattiva che prova a rappresentare ed immaginare la vita dopo la morte di 7 operai iper-sfruttati che si sono suicidati, alludendo agli eventi ‘reali’ verificatesi negli impianti del contractor Foxconn nel 2010. Azienda cinese che non lavora soltanto con Apple, anche se l’attenzione pubblica si è concentrata maggiormente su questo legame, ma con moltissimi produttori di device, essendo il maggior contractor mondiale dell’elettronica.

Apple ha rimosso il gioco oggi dopo poche ore dalla pubblicazione, per violazione delle linee guida della piattaforma. Non è chiaro, però, quale sarebbe la violazione specifica e la compagnia non ha, al momento, rilasciato commenti.

L’app, secondo fonti ben informate sul processo di revisione e controllo dell’azienda, potrebbe essere stata rimossa per possibili “contenuti discutibili” o per rappresentazione che prenderebbe “unicamente di mira una determinata razza, cultura, un governo o corporation reali, o qualsiasi altra entità reale“.

Apple, in passato, ha diverse volte utilizzato simili motivazioni per rimuovere contenuti politicamente controversi e, forse,  “scomodi” per l’azienda. Phone Story, una parodia sul ciclo di vita dei mobile phone che sottolineava gli aspetti eticamente discutibili del processo di produzione e consumo, è stata rimossa (Settembre 2011) a sua volta per presunti “contenuti discutibili”. L’app è stata trasferita su piattaforma Android, dove è tutt’ora disponibile. Motivazioni simili (“discutibile e rude/rozzo”) sono state date per il più recente (Agosto 2012) rifiuto di un’altra applicazione, Drones+. L’app avvisava gli utenti, tramite mappe e news, ogni qual volta un drone USA entrava in azione e bombardava qualcosa su uno dei  fronti di guerra, dichiarati o non, degli Stati Uniti.

Poynter, lo sviluppatore dell’ultima app rimossa, secondo quanto dichiarato a The Verge, non escludeva la possibilità di una simile decisione da parte della compagnia, nonostante ritenga di aver tenuto la Foxconn quasi totalmente fuori dalla narrazione che, al contrario, intendeva concentrare sugli aspetti umani e spirituali della vicenda.

 

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