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In Cina il maggior numero di microblogger al mondo

Sina Weibo

La Repubblica Popolare Cinese sta registrando uno sviluppo straordinario delle attività di rete, in particolare per quanto riguarda le piattaforme di . Il paese è diventato, infatti, il primo al mondo per numero di microblogger.

La straordinari diffusione dell’utilizzo di piattaforme di microblogging è dovuta a diversi fattori. Primo tra tutti una base utenti molto ampia ed in forte crescita che dovrebbe superare gli 800 milioni di utenti internet entro il 2015. Nell’ultimo anno i cinesi in rete hanno toccato, secondo i dati dell’ultimo rapporto sullo sviluppo dei nuovi media rilasciato annualmente dall’Accademia di Scienze Sociali del paese, i 538 milioni con un incremento del 10.9%.

Un altro fattore che influisce pesantemente sulla diffusione dei servizi di microblogging è la scarsa libertà di espressione riconosciuta ai cittadini dal partito unico e un sistema mediale dominato da questo e dai punti di vista ufficiali. Le piattaforme di microblogging si sono, così, trasformate in un importante canale per la relativamente ‘libera’ espressione di idee ed opinioni, specie in merito a questioni pubbliche normalmente oggetto di censura, e in una fonte importante di notizie alternative.

Il successo è comunque straordinario con circa la metà dei cinesi in rete che possiede un microblog (274 milioni) e una crescita paurosa in soli due anni (nel 2010 erano 63 milioni).

Lo studio dell’Accademia delle Scienze Sociali sottolinea anche, però, un crescente utilizzo di tali piattaforme da parte delle istituzioni come strumento di comunicazione a basso costo con i cittadini. Più di 18mila sarebbero, ad esempio, gli account creati dal Partito Comunista e dal governo (dati Ottobre) su , un servizio localizzato in molto simile a Twitter. L’attivismo delle autorità non sarebbe soltanto formale, stando alla ricerca. Le istituzioni sarebbero state in grado di rispondere al 71.9% dei problemi più discussi attraverso i microblog (nel 50.4% dei casi entro 24 ore).

Molto diffusi nel paese, inoltre, i sistemi di instant messaging, utilizzati da 415 milioni di persone.

Il report sottolinea, però, un punto debole dell’ecosistema mediale nascente nell’assenza di una specifica legislazione dedicata a queste nuove forme di media. E la necessità strategica per la Cina di assumere un ruolo maggiormente attivo nello sviluppo della rete Internet e porre maggiore attenzione ai propri interessi e alla propria sicurezza nel cyberspazio.

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