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RAI: situazione finanziaria peggiore del previsto e cambi al vertice

RAI

La televisione pubblica Italiana naviga in acque peggiori del previsto. Il consiglio d’amministrazione della ha, infatti, approvato all’unanimità la relazione semestrale del gruppo, certificando 129 milioni di euro di perdite per i primi sei mesi dell’anno e ritenendo che per l’intero anno, con un secondo semestre leggermente migliore, l’azienda dovrebbe registrare perdite complessive per 200 milioni di euro.

I minori introiti pubblicitari, insieme alla diminuzione dei ricavi commerciali, sarebbero responsabili in buona parte per il cattivo andamento dei conti. “Il perdurare della difficile situazione del mercato pubblicitario fa prevedere un secondo semestre anch’esso in perdita anche se di entità minore rispetto al primo.”

La Sipra, concessionaria pubblicitaria della RAI, ha raccolto, infatti, 435 milioni di euro nei primi sei mesi del 2012; 72 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Andamento negativo anche per i ricavi commerciali inferiori di 59 milioni e per  i ricavi complessivi del gruppo: 1.433 miliardi di euro, cifra fortemente ridotta rispetto all’anno precedente (-110 milioni). Portando ad un risultato complessivo netto decisamente inferiore (-178 milioni di euro), su cui ha pesato anche l’acquisto dei diritti sportivi, quelli per i Campionati Europei di calcio hanno richiesto, ad esempio, l’esborso di 101.5 milioni di euro.

Pesante l’indebitamento del gruppo che ammonta a 168 milioni di euro, per ridurlo l’azienda sta valutando la vendita di alcuni asset immobiliari.

, direttore generale RAI, data la difficile situazione, per tentare di rilanciare l’azienda, rinnova i vertici societari, puntanto su manager di sua fiducia. , lascia Fiat Industrial, e sarà il nuovo direttore finanziario; mentre alle Relazioni esterne sostituirà Guido Paglia, vicino al pensionamento (Settembre). Le nuove nomine hanno, però, suscitato una nuova polemica sui costi, visto che potrebbero incrementare le spese dovute al pagamento degli stipendi. Il costo del lavoro è, infatti, uno dei problemi centrali dell’azienda e, nonostante le politiche di incentivazione degli esodi agevolati degli esercizi precedenti e il sostanziale blocco delle politiche retributive, è incrementato ulteriormente di 2.5 milioni.

Mi duole constatare – spiega il consigliere Antonio Verro – che se da una parte il dg affermi che ci sono in Rai ‘le professionalità che ci occorrono per ribaltare il trend negativo, all’atto pratico, preferisca comunque ancora fare ricorso direttamente a professionisti esterni“.

Gubitosi ha, infatti, inviato una lettera ai dipendenti per tentare di spiegare la gravità della situazione e invitare tutti a rimboccarsi le maniche, precisando che in azienda ci sono forze in grado di ribaltare il trend negativo. Internalizzare è, in effetti, uno dei concetti chiave che hanno guidato l’operato dell’azienda nell’ultimo anno. Potrebbero inoltre essere ridotti i budget delle varie strutture, oltre a possibili accorpamenti.

La RAI dovrà, però, puntare sull’incremento delle entrate pubblicitarie e derivanti dal canone per invertire realmente la rotta.

La situazione negativa, in ogni caso, riaccende la polemica politica. Carlo Verna, segretario Usigrai, invita il direttore generale ad indagare su come si sia arrivati ad un simile peggioramento della situazione finanziaria. “Gubitosi  ha il dovere di indagare sulle responsabilità che hanno portato ad una situazione ribaltabile, come lui spera, ma comunque pesante“. Mentre c’è chi rilancia l’idea di privatizzare la pubblica.”Con la Rai che perde 200 milioni di euro – afferma il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino – non ci sono più scuse per non privatizzarla“.

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