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Agcom: agenda fitta tra frequenze Tv, banda larga e copyright

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Da qualche settimana è ripresa a pieno ritmo anche l’attività dell’, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che in questi giorni ha iniziato a stilare la sua agenda operativa, dopo che a fine Luglio aveva già provveduto al riassetto delle commissioni. Non mancano le incombenze per l’Authority che, dopo le aspre polemiche per la scelta dei suoi nuovi vertici, si trova ora ad affrontare diversi temi.

Da qualche giorno, già a seguito della riunione del 4 Settembre, l’organo collegiale dell’AgCom ha iniziato a lavorare alla messa a punto del regolamento per la gara (decisa dal Governo) in seguito all’abolizione del beauty contest. Nelle prossime riunioni inizierà a redigere una prima bozza di documento, da sottoporre a consultazione pubblica con le parti interessate; un passaggio questo non facile, vista la pendenza del ricorso al TAR da parte di Mediaset. Una vicenda spinosa, che aveva portato nei mesi scorsi ad una secca smentita da parte del Ministro Corrado Passera, riguardo ad un possibile “accordo di scambio” con il PdL sul tavolo politico.

Un nodo che l’AgCom intende sciogliere rapidamente, poichè dopo la consultazione pubblica, il testo dovrà essere presentato a Bruxelles dove pende ancora una procedura d’infrazione per l’Italia emessa dalla Commissione Europea.

Inoltre, il termine per l’assegnazione a pagamento delle (originariamente previsto nel decreto fiscale per la fine di agosto) è stato già superato, dal momento che la nuova dirigenza Agcom si è insediata soltanto il 27 luglio. Così, con un accordo raggiunto nelle scorse settimane tra l’Agcom e il Ministero dello Sviluppo Economico, si sono fatti decorrere i 120 giorni proprio da fine luglio, fissando così la nuova scadenza a fine novembre.

Sempre sul fronte televisivo l’AgCom sarà presto chiamata a decidere anche in merito ai “tasti del telecomando”. Nella sentenza emessa nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato, infatti, si sottolinea che nell’assegnazione dell’ordine dei canali sul telecomando, si debba tener conto delle abitudini e preferenze televisive degli utenti. Pertanto l’assegnazione non deve attenersi alla graduatoria stilata dal Corecom, ma bisogna studiare una nuova formula più “libera” per l’utente televisivo.

Le attività che arricchiranno l’agenda dell’AgCom non sono finite, e non sono meno imminenti dell’assegnazione delle frequenze. Tra queste spiccano la revisione delle norme in materia di copyright su internet, e la supervisione sullo sviluppo delle nuove reti a banda larga; un punto quest’ultimo sul quale già di recente vi erano stati rapporti diffiicili fra l’Authority e la Telecom, per via delle norme sul cosiddetto “unbunding” (cioè il monopolio o meno sull’ultimo miglio da parte di Telecom Italia, così come avviene per la rete in rame).

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