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Confindustria: proposte a Monti in vista del CdM del 5 Settembre

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Dopo il ritorno dalla pausa estiva, il Governo Monti ha impresso un passo deciso a tutte le attività legislative connesse con la “fase due”, quella cioè della crescita e dell’ che dovrà rilanciare l’economia italiana.

Dopo il Consiglio dei Ministri del 24 Agosto, durante il quale ha preso il via l’elaborazione in forma di decreto del “dossier Passera“, e dopo lo slittamento della conversione in decreto legge della riforma sanitaria prevista per il 31 Agosto; ora la tappa successiva è la riunione del Consiglio dei Ministri del 5 Settembre, dove si discuteranno nel dettaglio le proposte da inserire nella manovra per le imprese.

Un tema che sta a cuore a e alle altre confederazioni imprenditoriali italiane, che proprio il 5 Settembre, a ridosso del Consiglio dei Ministri; incontreranno Monti per esporgli quelle che sono a loro avviso i punti forti e le proprie proposte sulle quali il Governo dovrebbe intervenire.

Non è un mistero infatti, che le imprese giudichino le misure sull’, quelle sulle startup e sull’attrazione degli investimenti esteri, assolutamente positive; purtroppo però non risolutive delle difficoltà che attraversa oggi il tessuto imprenditoriale italiano. Al riguardo le imprese sono deluse anche dal mancato inserimento, tra le proposte del Governo, di interventi come il credito d’imposta per gli investimenti in e sviluppo. Una delusione relativa anche al mancato inserimento, nel futuro “decreto Passera” (previsto per il 20 Settembre e che accorperà Decreto per lo sviluppo e ), di una soluzione per le criticità della normativa Raee sui rifiuti elettronici.

Ecco dunque perchè le confederazioni degli imprenditori si attendono maggiori iniziative, almeno sul fronte del sostegno alle piccole e medie imprese; da attuarsi con strumenti come: semplificazioni burocratiche, incentivi ai contratti di rete e sostegno all’uso di figure come i “temporary manager” (utili soprattutto nell’ambito della ricerca e sviluppo).

Le proposte di Confindusrtria, che saranno esposte al Premier Mercoledì, e sono state concordate dalla già citata Confindustria assieme ad Abi, Ania, Alleanza delle Coop, Rete Imprese Italia e Confagricoltura. Vertono principalmente sull’importanza dell’innovazione che dovrebbe essere però affiancata da regole stabili, così da poter garantire una pianificazione industriale di medio e lungo periodo.

Soprattutto gli industriali chiedono sostegni all’innovazione e alla ricerca industriale, attraverso sgravi fiscali ed incentivi (come il già citato credito d’imposta sugli investimenti in ricerca); ma soprattutto misure concrete contro il ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, che oggi affliggono soprattutto le PMI.

Gli industriali accettano anche l’idea del Governo di avviare dialoghi decentrati con le parti sociali, e concordano con le iniziative contenute nell’accordo del 28 Giugno, ma vogliono che anche il Governo faccia la propria parte. Ad esempio, riguardo al sostegno agli accordi sulla produttività, soprattutto attraverso la leva fiscale. Premi di produttività e sgravi contributvi, in fine, devono rientrare necessariamente in una più ampia politica di abbattimento del cuneo fiscale.

Anche se da Viale dell’Astronomia fanno sapere di essere consapevoli dei limiti nelle possibilità di manovra del Governo sul fronte fiscale, non arretreranno facilmente su questo punto; forse temendo anche le ulteriori modifiche che potrebbe subire l’attività del Consiglio dei Ministri, dopo l’incontro dell’11 Settembre con i leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

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