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In borsa sale Apple e scende Google, rischio bando per i device Samsung

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Mentre ieri il titolo di ha perso il 7% del suo valore, per i timori che la sentenza del tribunale americano si possa tradurre in una messa al bando dei suoi smartphone nel mercato USA, oggi il titolo sale ancora di più in borsa. La società di Cupertino conferma ulteriormente il suo record di quotazione, chiudendo a Wall Street con un altro +1,87%, che fa salire il valore delle azioni a 675,75 dollari l’una.

La Apple ora rilancia, chiedendo ufficialmente il bando delle vendite di ben 8 dispositivi negli Stati Uniti, e confermando così i timori degli investitori Samsung. Fra i dispositivi messi all’indice da Apple vi sono lo smartphone Galaxy S 4G e il Droid Charge, tutti e due basati sulla piattaforma di . Una linea che potrebbe avere un impatto, come evidenziano anche le dichiarazioni di ieri, sul prodotto di Google; aprendo la strada ad un forte riassetto dell’intero mercato, sia dei device che delle telecomunicazioni. Oggi infatti, Google arretra in borsa dell’1,39%, portando il valore delle singole azioni a 669,22 dollari.

Samsung non  sta con le mani in mano e attacca Apple, ribadendo l’intenzione di ricorrere in appello, sostenendo che la società di Cupertino abusa dei a scapito della vera innovazione.

Come si è detto, il verdetto alimenta anche le aspettative di altri player del settore, come Microsoft, Nokia e Research in Motion; quest’ultima stretta nella morsa della crisi da tempo, che potrebbero rivedere un rafforzamento delle quote di mercato.

Ma la vittoria di Apple in tribunale non piace a tutti: “La vittoria di Apple – ha dichiarato l’ex manager di Microsoft Charlie Kindel – potrebbe rendere il mercato dei dispositivi mobili più complesso, mettendo sotto pressione gli sviluppatori di software e causando confusione per i consumatori nel distinguere quale telefono e quale “app”, e soprattutto rendendoli sempre più restii a cambiare da un sistema all’altro limitando, di fatto, la concorrenza“.

Inoltre, secondo il Wall Street Journal, è alto il rischio di un effetto perverso della sentenza Apple; che potrebbe spingere altri produttori di device, a trincerarsi dietro ai propri brevetti, ricorrendo al sistema giudiziario per difendere la forma e lo stile dei loro prodotti.

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