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HTC: schiacciata da Apple e Samsung può puntare alla Cina?

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Il destino di sembra essere irto di ostacoli visto l’andamento sui mercati. Nel secondo trimestre le vendite sono calate del 27% (fermandosi a 3,04 miliardi di dollari) e già la società ha fatto sapere di aspettarsi un ulteriore calo nel prossimo trimestre.

In particolare, stando alle dichiarazioni e le previsioni che giungono dalle fonti vicine all’azienda, l’utile giungerebbe a poco più della metà di quanto guadagnato nello stesso periodo nel 2011. Paradossale, se si considera che l’anno scorso nello stesso periodo l’azienda era al top delle vendite, ed ora le sue azioni sono da un anno in calo del 70%.

Il calo è dovuto soprattutto alla perdita di quel che ne aveva segnato il successo in passato, ovvero il mercato dei telefoni Android, che a maggio del 2011 aveva portato a raddoppiare le vendite.

L’unica vera carta che HTC può giocare è quella del mercato cinese, dove ancora vi è un vasto spazio per l’espansione della base clienti e, soprattutto, dove soltanto quest’anno HTC è riuscita ad incrementare del 6% la sua quota. Ma anche qui, il problema dell’azienda, resta quello che ne sta sancendo la fine sugli altri mercati: il duopolio .

Soltanto due anni fa Apple e Samsung possedevano appena il 28% del mercato degli smartphone, alla fine dell’anno 2012 copriranno il 70% circa. Il restante 30% viene quindi spartito come potenziale base per i competitors ovvero: RIM, Nokia, Motorola e LG, che hanno tutti assistito ad una contrazione delle proprie vendite ed un netto calo dei profitti.

Il mercato sembra muoversi in quello che Daniel Chang di Macquarie ha definito un “effetto panino“, dove Apple e Samsung stringono nel mezzo la maggior parte dei brand. “Samsung e Apple sono i vincitori come marchi di fascia alta – ha aggiunto Chang – mentre marchi come Huawei dominano nella fascia bassa“.

HTC deve dunque riuscire ad individuare un nuovo trend sul quale operare, e allo stesso tempo riprender fiato sul mercato cinese se vuol sopravvivere come brand. Soprattutto, perché ha già pagato le spese per il suo tentativo di inserirsi nella fascia alta del mercato. Una sconfitta dettata da un lato, dalla scarsa forza comunicativa rispetto alla macchina pubblicitaria messa in moto da Apple, e dall’altro per la poca forza a livello di marketing e retail che non le ha consentito di acquistare clienti e fidelizzarli. Apple l’anno scorso ha investito solo per la commercializzazione dell’iPhone e dell’iPad circa 535 milioni di dollari, in pratica quasi il doppio delle entrate nette di HTC per il secondo trimestre.

Sul fronte Android, che inizialmente aveva fatto la sua fortuna, il colpo di grazia è arrivato da Samsung il cui brand è su qualsiasi prodotto. Questo gli ha offerto un’affidabilità e una notorietà, a parità di servizio offerto, con la quale HTC non può competere. La situazione non migliorerà con l’imminente uscita del nuovo iPhone 5, che già sta scatenando la corsa alle prenotazioni d’acquisto.

Come conferma anche Nicole Peng, della società di ricerche di mercato Canalys, l’unica grande opportunità per la società di Taiwan resta il mercato cinese. Lo scorso trimestre, infatti, la rappresentava il 27% delle nuove vendite di smartphone, e questa cifra è destinata a salire; mentre gli Stati Uniti rappresentano solo il 16%.

Inoltre, secondo Nomura, in Cina HTC ha un vantaggio dato dal successo della sua “mid-range line” di smartphone Desire; e ciò potrebbe rappresentare un valido step per rilanciare la compagnia almeno nel medio lungo periodo.

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