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Presto in vendita un kit per l’iPhone che riconosce il cibo biologico

lapka

L’attenzione per la sicurezza alimentare, come anche la passione per il biologico, hanno stimolato lo sviluppo di nuovi servizi e strumenti sul tema anche sul fronte tecnologico. L’esempio lampante è quello della suite “Lapka” che permette, attraverso quattro mini periferiche dal design in legno e plastica, di testare il cibo per verificare se sia realmente biologico. Il kit è stato sviluppato per connettersi all’, e dall’azienda produttrice fanno sapere che sarà disponibile sul mercato già alla fine dell’anno, con un costo di circa 200 euro.

Ma come funziona? Il kit di periferiche ha quattro sensori per quattro distinte funzioni che consentono, come ha spiegato il direttore creativo del progetto Vadik Marmeladov alla rivista Fastcodesign.com, di disporre di un vero e proprio “monitor ambientale personale“.

In particolare uno dei sensori, quello composto da una sonda in acciaio, svolge un ruolo particolarmente importante. La sonda, infatti, è in grado di verificare nei cibi la concentrazione dei nitrati; che sono sostanze usate di frequente nei fertilizzanti chimici per le coltivazioni di tipo alimentare. Gli altri tre sensori misurano, invece, la temperatura e l’umidità ambientale; le radiazioni e le frequenze elettromagnetiche

I sensori sono gestiti mediante un’applicazione apposita, che consente di segnalare all’utente in maniera semplice e comprensibile se, la concentrazione di certe sostanze all’interno dei cibi, è “accettabile” oppure no.

È forse difficile immaginare di arrivare al ristorante e “misurare” i cibi nelle loro componenti specifiche, ma è in realtà un kit che può risultare particolarmente utile (soprattutto per l’accessibilità di costo) in contesti a più alto rischio. Per esempio, in aree geografiche soggette a inquinamento ambientale e radioattivo, oppure per il suo possibile impiego nell’ambito dei controlli alimentari.

4 commenti

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4 Comments

  1. Massimo Bertola

    19/08/2012 alle 16:44

    Molti cibi biologici non sono chimicamente diversi da quelli “normali”, tanto che i NAS per riconoscere le frodi si basano più spesso sulle fatture che sulle analisi. Il kit più che riconoscere il cibo biologico può riconoscere forse il cibo “contaminato”.

  2. Francesco

    19/08/2012 alle 22:51

    Bella invenzioni ,così siamo più sicuri di cosa si mangia , la qualità viene pagata giusta
    Grazie

  3. marco

    19/08/2012 alle 23:29

    fino ad oggi ritenevo l iphone inutile perle mie esigenze, ora forse no..
    sempre che ci sia rispondenza fra cibi indicati come non inquinati da addittivi chimici perche se l iphone legge le etichette allora è inutile

  4. marco

    19/08/2012 alle 23:31

    e fa fede solo al produttore stiamo freschi

    la sonda vede l inquinamento da nanometalli?

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