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Facebook ha più di 83 milioni di utenti “fake”

Facebook in Italia: 24 milioni di utenti registrati

in questi giorni ha riconosiuto che vi potebbero essere più di 83 milioni di utenti “” sul social network, in pratica l’8,7% dei suoi 955 milioni di utenti attivi. I profili “doppi” sarebbero il 4,8%, quelli “mal classificati”, invece, rappresenterebbero il 2,4%. In fine, l’1,5% degli utenti risulta “indesiderato”.

Il dato emergerebbe da un report che l’azienda di Palo Alto, in osservanza della normativa Usa sulla trasparenza dei sistemi di trading (Securities Exchange Act of 1934), ha presentato alle autorità.

Le tre categorie sono descritte e catalogate in base a specifiche peculiarità: la più ampia, quella dei “fake”, è composta da dei duplicati che l’azienda ritiene frutto dell’azione di utenti che hanno creato profili paralleli al proprio account principale. A questa categoria si affianca un 2,4% fatto da profili che sono stati creati per un’attività commerciale o, per esempio, per un animale. In ogni caso per “entità non umane”. La suddivisione si conclude con la categoria dei profili “indesiderati”, che sono stati creati con l’unico scopo di inviare messaggi di spam o altro (in totale violazione dei termini di servizio di Facebook).

La stima arriva proprio nel momento in cui si sta accrescendo l’impiego del social network sotto il profilo del marketing,  e dopo i delicati equilibri stabilitisi tra Facebook e General Motors. Infatti, per un modello di business come quello di Facebook, che ruota attorno alla pubblicità mirata, una simile statistica è estremamente rischiosa e poichè può condizionare la vendita delle inserzioni.

Questo tipo di “disservizi” è particolarmente diffuso in Indonesia e Turchia, dove Facebook è in piena espansione; e l’inchiesta realizzata un mese fa dalla BBC aveva ulteriormente acceso le tensioni, dimostrando che molti dei like provenienti dall’Asia e dal Medio Oriente sono falsi.

Ora che Facebook ha esplicitamente riconosciuto questa criticità, finora negata, è lecito attendere qualche contromisura da parte dell’azienda sulla cui forma e tempistica, però, ancora non è possibile esprimersi.

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