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Google: il protocollo SPDY verrà adottato anche da Facebook

SPDY

ha sviluppato da tempo un nuovo protocollo, chiamato SPDY, con l’esplicita intenzione di  “rendere il Web più veloce”, grazie alla possibilità di inviare più flussi di dati da una singola connessione di rete, la capacità di assegnare priorità alta o bassa alle risorse delle pagine Web che si vanno a consultare e la compressione delle informazioni richieste ed offerte dal server.

Il sistema di Google, nato come un successore più sicuro dell’HTTP, poiché impone la crittografia SSL per tutti i siti offrendo al contempo maggiore velocità, ha trovato un nuovo importante partner che intende implementarlo all’interno dei suoi servizi.

, per voce del suo ingegnere Doug Beaver, che ha pubblicato un post sulla mailing list del W3 dal titolo HTTP2 Expression of Interest, ha manifestato la sua intenzione ad adottare il protocollo SPDY all’interno della sua piattaforma sociale, migliorando così la sua offerta di servizi per gli utenti.

La compagnia per cui lavora Beaver si è dichiarata “entusiasta del potenziale di questo standard “HTTP 2.0″, in grado di offrire maggiore velocità e sicurezza per gli utenti Web”, garantendo la ferma intenzione di “sviluppare ed ottimizzare la nostra piattaforma HTTP, TLS, ed al contempo implementare SPDY distribuendolo su scala globale e condividendo le nostre esperienze con la sua community”.

Un nuovo importante partner che si va ad affiancare al progetto di Google, dopo che già nel Marzo 2012 un altro noto social network, e principale rivale di Facebook, aveva deciso di integrare SPDY nel suo codice: Twitter.

Lo standard SPDY è ovviamente supportato da Chrome, il browser di Google, aggiunto nella sua undicesima versione già nell’Aprile 2011, ed in sostanza tutti gli utenti di Chrome lo supportano grazie al sistema di aggiornamento automatico del browser, così come gli utilizzatori di Firefox 13, versione rilasciata lo scorso mese da Mozilla, mentre Microsoft continua a non implementarla all’interno di Internet Explorer e non si dichiara interessata a farlo nel breve futuro, cercando di spingere la sua soluzione:  HTTP Speed+Mobility.

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