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Digg e la distruzione creativa nei social media

Digg

Il mercato si sa è spietato, aziende che oggi attirano utenti e investitori domani potrebbero valere quasi nulla. È ciò che è successo a , il sito di “” che fino a qualche anno fa otteneva le prime pagine di giornali prestigiosi e veniva presentato come uno dei maggiori successi del social web, con una valutazione di mercato stimata in circa 175 milioni di dollari; ha visto declinare progressivamente il suo successo ed è stato, alla fine, venduto per quelli che in prospettiva sembrano pochi spiccioli.

La società newyorkese   ha, infatti, acquistato Digg per “soli” 500mila dollari in contati più alcune azioni.

La vendita del sito, nato sette anni fa, prima di Facebook, rappresenta un grave perdita finanziaria per i venture capitalist, che avevano investito circa 45 milioni di dollari nella società.

Tutto questo a fronte di 16 milioni di visitatori unici mensili stimati che ancora utilizzano il servizio, ma Digg non è più “cool” e non riesce più ad attrarre interesse, essendo entrato ormai in una fase di declino che sembra inarrestabile.

Il sito non è riuscito a mantenere il passo con l’evoluzione dell’ecosistema digitale, né è riuscito a trasformare il modo in cui vengono fruite le social news. Scontando il progressivo declassamento dei servizi dedicati esclusivamente alla condivisione di notizie a favore dei social network generalisti.

Betaworks sembra intenzionato a riportare il servizio alle origini e rilanciarlo partendo dal mobile. “Stiamo ritrasformando Digg in una startup. Basso budget, piccola squadra, cicli rapidi. Come? Abbiamo trascorso gli ultimi 18 mesi nello sviluppo di News.me, un’esperienza di social news progettata principalmente per il mobile. La squadra News.me riporterà Digg alla sua essenza: il posto migliore per trovare, leggere e condividere le storie di cui internet sta parlando in questo momento”.

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