Legal & Digital Rights

Tex Willer (Italianshare) in carcere – Kim Dotcom disposto a raggiungere gli USA

Internet: attacchi cyber crime cresciuti del 370% nel 2012

L’ecosistema della pirateria digitale è in fermento al di là dell’Atlantico per l’inusuale proposta del fondatore di , mentre in Italia finisce in carcere il gestore di .

“, 49enne di Agropoli fondatore di Italianshare, questa volta è finito in guai molto seri e difficilmente riceverà il sostegno della rete. Le accuse infatti, non riguardano soltanto la pirateria e la violazione del bensì la violazione delle leggi sulla , la frode fiscale, il furto d’identità e la falsificazione di documenti.

Italianshare, il network di siti web dedicato al (www.Italianshare.net, www.Italiansexy.net, uwp.Italiannetwork.net, musicshare.Italiannetwork.net, filmshare.Italiannetwork.net) tra i più popolari in Italia (con più di 300mila iscritti e circa 550 accessi mensili) e il suo gestore, erano già finiti al centro di un’intricata vicenda legale che aveva condotto al blocco dei siti. Alcuni dei quali successivamente resi di nuovo accessibili.

L’esperto informatico sarebbe riuscito a guadagnare oltre mezzo milione di euro, una buona parte rivendendo illegalmente i dati degli utenti a diverse aziende pubblicitarie (se ne ipotizzano 6).

Tex Willer avrebbe anche sfruttato i dati personali raccolti per creare numerose false identità al fine di attivare diverse carte di credito e ricevere i compensi nel più completo anonimato. L’attività, iniziata nel 2007, avrebbe fruttato 580 mila euro al pirata informatico; arrestato su ordine del Gip dalle fiamme gialle di Agropoli.

Un altro personaggio ha sorpreso tutti al di là dell’oceano: (all’anagrafe Kim Schmitz) fondatore di Megaupload, si è dichiarato disponibile a recarsi volontariamente negli USA per affrontare le molteplici accuse imputategli.

La dichiarazione è arrivata dopo il rinvio al 2013 dell’udienza sull’estradizione negli USA dalla Nuova Zelanda, dovuto a svariati problemi legali inerenti le modalità con cui è avvenuta l’indagine e sono state presentate le prove d’accusa.

Dotcom non ci sta ad aspettare ed ha dichiarato al NZHerald: “Ho accumulato milioni di dollari in spese legali e non ho potuto pagare un solo centesimo. Vogliono solo appendermi a prosciugare ed aspettare finché non vi sia più alcun sostegno”.

Si è anche reso disponibile a presentarsi al processo di sua spontanea volontà, ponendo alcune condizioni. Infatti, per velocizzare le cose, Dotcom si è offerto tramite Twitter di volare insieme agli altri accusati spontaneamente negli USA; a patto che gli vengano garantiti: un giusto processo e fondi per pagare le spese legali e personali.

Tra personaggi da fumetto e serie ricadute socio-economiche, la battaglia tra copyright e pirateria sembra esersi lentamente trasformata in un’epopea giudiziaria senza fine.

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