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Convegno “Tecnologia solidale”: come si coniugano tecnologia e non profit

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Si è tenuto ieri presso la Camera dei Deputati il convegno “Tecnologia Solidale”, dedicato alla tecnologia che migliora la vita delle persone. Il convegno è stato organizzato dall’Onorevole Antonio Palmieri e dal BITeB (Banco Informatico Tecnologico e Biomedico) con la media partnership di Tech Economy. Obiettivo della giornata quello di dar voce a un settore importante dell’economia e della società italiana, che gioca un ruolo decisivo nel sostegno del tessuto del nostro Paese. «Questa prima edizione di “tecnologia solidale” punta a mettere al centro il lato “B” della tecnologia, vale a dire il lato buono di ciò che ruota attorno all’ICT – ha evidenziato , che ha aggiunto – si tratta di un aspetto ad oggi poco conosciuto, ma non per questo meno importante per la vita di milioni di persone».

All’incontro sono intervenuti tanto rappresentanti di grandi aziende attive nel settore dell’ICT che esponenti del mondo del non profit, oltre a numerose figure del mondo delle istituzioni e dell’università, mettendo sul tavolo iniziative e proposte.

Ha aperto l’incontro Stefano Sala, che ha raccontato l’esperienza del Banco Informatico Tecnologico e Biomedico: associazione non profit con la mission di “recuperare” hardware dismesso e metterlo a disposizione di chi può ancora trarne giovamento. Un’attività che, partita con i computer, si è presto estesa anche ad apparecchi elettromedicali.

Significativo l’intervento di Mario Calderini, Consigliere del Ministro dell’Istruzione, che ha sottolineato quanto oggi si debba semplificare la governance della strategia digitale del Paese anche per meglio sostenere le iniziative sociali come quella del BITeB. Mario Calderini ha inoltre evidenziato il ruolo centrale della scuola nello sviluppo di una cultura sociale e digitale; perché «essa può essere generatrice di domanda e promotrice di bisogni nell’ambito del digitale – ha spiegato Calderini – e questo può avvenire anche in relazione al terzo settore».

Saverio Tridico, Direttore Affari Pubblici e Legali di Vodafone Italia, nel suo intervento ha sottolineato che «le aziende e la politica devono essere attivatori di processi che abbiano un reale impatto sulla società. E’ finito – secondo Tridico – il momento in cui si poteva pensare alla CSR come ‘una parte’ dell’azienda. Oggi tutta l’azienda deve essere socialmente responsabile. E questo non deve essere in conflitto con l’idea di fare business. Deve essere parte integrante del business. Un business che deve sempre di più essere ‘business sociale’». Un’idea condivisa anche da Maria Cristina Farioli di IBM, e Roberta Cocco di Microsoft Italia.

Le aziende del comparto tecnologico possono guadagnare generando effetti virtuosi, come suggerito da Roberto Scano dell’International Webmaster Association (consorzio W3C). Secondo Scano infatti, in una nazione come l’Italia con un alto tasso di invecchiamento della popolazione, le aziende potrebbero investire nella creazione di servizi adatti alle capacità ed esigenze degli anziani; generando al contempo un’utilità sociale.

Presente tra i relatori anche il nostro Stefano Epifani, che ha evidenziato la necessità – per poter davvero sviluppare un’ ed un’azione sociale delle tecnologie – di definire prima la strada da far percorrere al Paese e poi gli strumenti per costruirla. In questo senso l’agenda digitale deve essere uno strumento, prima che un fine.

Un binomio importante quello che lega tecnologie e sociale, ricordato più volte anche dal Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, intervenuto a chiusura della giornata di lavori e che ha ricordato anche i numerosi impegni in sede europea per incoraggiare con risorse concrete le iniziative del terzo settore.

Antonio Palmieri, in chiusura dei lavori, ha annunciato che l’incontro di ieri è stato solo il primo. Il prossimo appuntamento è previsto per ottobre.

E noi ci saremo.

 

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