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La terza elica del tuo DNA è online

DNA

Watson e Crick hanno scoperto il DNA, il nostro profilo biologico, ma esiste anche quello comportamentale, anch’esso unico. Lo regaliamo al primo incontro, attraverso i piccoli codici (cookies) scambiati con il venditore online di turno.

Se oggi distribuissimo il nostro DNA biologico, domani non troveremmo nessuna assicurazione contro le malattie genetiche, perché la conoscenza pubblica dei difetti che ognuno porta con sé dalla nascita può essere un grande pericolo.

Cosa accadrebbe se qualcuno studiasse i comportamenti online per prevedere le nostre debolezze, che non pensiamo neanche di avere? Di certo saremmo più vulnerabili, a meno di non proteggerci. Un ottimo report appena redatto dal World Economic Forum “Rethinking Personal Data” spiega la distanza tra le intenzioni delle persone e la mancata protezione; inoltre suggerisce raccomandazioni molto utili. 

Nelle attività online, ci stiamo spostando sempre più dall’anonimato alla reale identità. Ciò è spiegabile perché la pubblicità, necessaria alla sostenibilità del business online, vuole conoscere meglio il suo target. Abbiamo piena fiducia nella tecnologia ma pochi hanno consapevolezza che il nostro comportamento alimenta, letteralmente, la macchina che ci ha inglobato.

Essere fagocitati dalle relazioni esponenziali con gli altri è fantastico, sembra di poter monitorare il mondo.

In realtà accade l’esatto opposto: è il mondo a sapere tutto di noi. Infatti, più si forniscono dati, più aumenta l’asimmetria: pochi sanno troppo di tutti ed è anche annesso un rischio crescente di lock-in. C’è il lock-in quando un utente desidera cambiare un servizio ed è ostacolato da motivazioni tecniche/economiche.

In questo caso, una volta dato a tutti il nostro codice comportamentale, costoro potrebbero esercitare il più forte e devastante dei lock-in, quello multiplo e specializzato. Si tratta di una minaccia molto concreta, perché è quasi impossibile impedire la tracciatura dei dati.

Per tale situazione non possiamo lamentarci con una persona o con un’azienda, ma con la mancanza di una reale protezione legislativa internazionale: dobbiamo vigilare per vedere se e come si applicherà il rispetto dei diritti dell’uomo.

Con le innovazioni possibili grazie alla rete, c’è il rischio d’esclusione per incapacità “comportamentale” prima che per scarsità di denaro disponibile.

La terza elica del DNA, disegnata in rosso, rappresenta il profilo comportamentale delle persone. Una volta lo conoscevano in pochi, eppure l’irresistibile attrazione degli interessi economici nella nostra vita ha reso pubblica una risorsa che prima era intima.

 

 

Massimo Chiriatti

Massimo Chiriatti

Informatico per professione, blogger su Nòva100-Il Sole 24 Ore per passione. Vive a Roma, si interessa di economia digitale e degli impatti che essa ha nella vita delle persone.

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