London Notes

Un Paese per vecchi

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Non è un paese per vecchi, dicevano i Cohen riferendosi a tutt’altro paese e situazione, offrendomi una frase ad effetto per iniziare questo articolo. Non offendetevi se siete nella fascia di età che prenderò in considerazione (55-64)  durante questo pezzo, in fondo non siete proprio giovanissimi e se avessi usato “non giovani” o “anziani” la frase non avrebbe avuto lo stesso effetto.

La Gran Bretagna e’ invece un paese per vecchi, i cosiddetti “Silver Surfer”, nonnini digitali che navigano su Internet col loro Smartphone, mandano e-mail, utilizzano social network e micro-blogs. Sono rimasto perplesso, poco tempo fa mentre passeggiavo per HydePark, proprio nel vedere una signora sulla settantina avanzata, intenta nel fotografare un cigno nel lago col suo smartphone, e l’altro giorno girava su Facebook una foto di un signore anziano intento a fotografare un pezzo di arte urbana, sporgendosi dal suo tre ruote elettrico, con sotto scritto “This is London“. Ed è vero, è anche questo.

Non solo la capitale europea delle Start Up, non solo yuppies nella city, ma anche 4.5 milioni di Senior (ecco cosi non vi offendete più) in tutto il paese armati di quello che per pochissimo tempo è stato chiamato, con molta carenza di stile, Videofonino e ben 2.5 milioni con un vero e proprio Smartphone. La Gran Bretagna ha il maggior numero di anziani su Internet d’Europa, il terzo nel mondo (piu della Cina), d’altronde la digitalizzazione del paese è iniziata nel 1992 col primo Internet provider Pipex, e coinvolge ora oltre 41 milioni di individui di cui quasi 6.5 sono appunto i veterani di cui sopra.

Ma che ci fa questa terza età digitale su Internet? Ebbene la maggior parte lo utilizza per fare acquisti on-line e amministrare il proprio conto in banca, dimostrando la mancanza di scetticismo verso questi servizi che invece ancora domina in Italia. Sono oltre 4 milioni i “Silver Surfer” che fanno abitualmente shopping on-line, anche grazie alle grandi catene di distribuzione che mettono a disposizione servizi a consegna ultra-rapida evitando lo stress di doversi recare al mega-store per risparmiare sulla spesa, dimostrandosi uno dei motori trainanti della prima E-conomy europea.

S’interessano a libri, cibo e musica. In 1.5 milioni hanno un profilo su Facebook, cioè il 91% di quelli online, con lo scopo praticamente unico di rimanere in contatto con famiglia e amici. Se quindi la diffusione di Internet aiutasse a limitare l’isolamento di coloro che più hanno bisogno di essere circondati dagli affetti, magari lontani, allora ben venga e anzi andrebbe incentivata. Per aiutare gli anziani a prendere dimestichezza col PC, Age U.K. organizza “I-tea and biscuits“, una settimana in cui ricorrono circa un migliaio di eventi in tutto il paese in cui si insegna a non aver paura del computer.

Ma che si fanno su sti Social Network? Beh più o meno quello che ci facciamo tutti, mandano messaggi agli amici, condividono foto, aggiornano status; ma c’è anche chi ha un proprio Blog, chi commenta, chi scrive recensioni e addirittura chi ha un proprio sito. Il 17% di loro accede abitualmente ad Internet tramite uno Smartphone  e qualcuno anche col Tablet (in forte crescita), evidenziando il fatto che proprio questo tipo di dispositivi possa essere la chiave per la digitalizzazione della terza età (ok, non tu 50 enne, tu non sei terza età).

Quindi, tu allegro 60enne che sprizzi energia da tutti i porti e che mi stai detestando perché ti ho dato del vecchio sappi che il quadro che ne è uscito e tutt’altro che quello di una terza età digitale e dimostra invece che la maturità di un mercato digitale è data anche dalla maturità dei suoi frequentatori. E’ anzi un valore aggiunto che in Italia è frenato dai soliti limiti strutturali  e dai, sempre soliti, limiti linguistici che hanno limitato la diffusione del web nei suoi primordi in Italia e che affliggono soprattutto gli anziani visto che la maggior parte dei siti che visitano sono in lingua nativa.

In Gran Bretagna quindi il divario inter generazionale su internet va sempre piu assottigliandosi, dimostrandosi non solo un efficace mezzo per rimanere in contatto, ma anche un nuovo punto di riferimento per la vita quotidiana e un modo per sentirsi più vicini e più giovani.

Marcello Mari

Marcello Mari

Vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per TechEconomy è stato osservatore di usi e costumi della rete in terra londinese, ed oggi si occupa di analizzare trend digitali dati alla mano.

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