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E-commerce: emergenza sociale per le associazioni dei consumatori

E-commerce

Le associazioni dei fanno appello al Presidente del Consiglio per l’immediato recepimento della Direttiva Comunitaria n. 83/11. Quest’ultima infatti, regola i contratti a distanza e rappresenta un elemento normativo indispensabile per tutelare i consumatori da disservizi e truffe nel campo dell’e-commerce e del .

Le maggiori organizzazioni italiane di tutela dei consumatori (Adoc, Adiconsum, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) hanno inviato una lettera aperta al premier Mario Monti nella quale parlano di “vera e propria emergenza sociale”.

Troppo spesso, secondo le associazioni, i beni e servizi acquistati tramite o telemarketing non corrispondono a quanto inizialmente prospettato o, addirittura, vengono recapitati al consumatore prodotti non richiesti. Le vendite a distanza spesso si trasformano, secondo le Associazioni, in “vere e proprie trappole per i consumatori dalle quali risulta difficile uscire se non con ingenti esborsi di denaro e che, purtroppo, anche il Registro delle Opposizioni non riesce a ridurre a causa di una normativa incompleta che ne determina l’inefficienza”.

Le associazioni richiedono pertanto la ricezione immediata della direttiva comunitaria in materia, senza attendere invece il termine ultimo previsto per il suo recepimento da parte degli Stati membri (fine 2013).

La normativa europea bloccherebbe anche la “pericolosa tendenza, già in atto da parte delle singole Autorità Indipendenti, di approvare discipline differenziate per ciascun settore produttivo”. Uniformare e armonizzare la disciplina, permetterebbe invece una maggiore difesa dei diritti dei consumatori; grazie alle maggiori tutele previste dalla Direttiva comunitaria. Nuove garanzie soprattutto  in materia d’informazioni precontrattuali, e in particolare per quanto riguarda: costi (accessori, supplementari, etc.), diritto di recesso, tempi di consegna, e garanzia post vendita.

Le associazioni sottolineano, inoltre, come tale normativa sia in grado non solo di tutelare i consumatori, ma di favorire lo sviluppo del settore creando fiducia, grazie a “regole certe e ben comunicate”. E annunciano iniziative di sensibilizzazione sulla tematica, rivolte in particolare alle fasce più deboli e meno in sintonia con le rivoluzioni tecnologiche, come gli anziani.

“Le Associazioni dei consumatori rimangono favorevoli ad uno sviluppo dinamico del mercato e della concorrenza  reso possibile  dalle nuove tecnologie digitali, – si legge nella lettera delle Associazioni – ma rivendicano contestualmente regole certe e ben comunicate, come peraltro è richiesto dall’Agenda Digitale

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