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FIEG: i giornali possono superare la crisi grazie alla multimedialità

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La carta stampata soffre sempre più per il calo dei lettori e della pubblicità, ma puntando su una sempre maggiore integrazione con i canali digitali, sulla multimedialità e sulla qualità dell’informazione, può superare la crisi. È il parere degli esperti intervenuti alla Conferenza internazionale per l’industria editoriale e della stampa italiana, Wan-Ifra Italia 2012, svoltasi recentemente a Torino.

, presidente della (Federazione Italiana Editori Giornali), ha sostenuto che i stanno attraversando “una crisi superabile”, se verrà implementata “una politica industriale di sviluppo” che integri “l’esistente con la multimedialità” e lavori “sui problemi industriali e di filiera”. Il problema di fondo è, secondo Anselmi, che la multimedialità “per molti giornali è ancora poco più di uno slogan” e incontra ancora forti resistenze da parte dei giornalisti.

Anselmi ritiene Internet “il più insidioso dei concorrenti dei giornali, ha contribuito ad aumentare il numero dei lettori, ma pone problemi al nostro mondo, per questo se si vuole che ci sia un futuro, occorre una politica industriale di sviluppo e cogliere tutte le opportunità”.

Il presidente della Fieg è, in ogni caso, ottimista nonostante i trend negativi. Nei primi tre mesi dell’anno la pubblicità sui giornali è calata dell’8.7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e le vendite del  5%. “Tante volte – ha ricordato Anselmi –  i giornali sono stati dati per morti e sono ancora vivi. Attraversano uno stato di crisi superabile”.

Il segretario dell’Asig (Associazione stampatori italiani di giornali), Sergio Vitelli, ha sottolineato invece, durante il suo intervento, i problemi specifici presenti nel mercato italiano ed occidentale a differenza di altre realtà internazionali. “Tra i primi dieci giornali al mondo per vendite quattro sono giapponesi, due cinesi e due indiani, mentre soltanto due sono europei, i tabloid Sun e Bild… – ha rammentato Vitelli – L’informazione su carta è in declino in Occidente,  ma non in Oriente. In Cina, India e Giappone è ancora in auge. La differenza è dovuta al fatto che in quei Paesi il giornale è uno strumento di cultura, in Italia viene utilizzato solo per avere notizie, quindi viene superato dagli altri canali d’informazione”.

La carta stampata ha bisogno di “idee, strategie ed entusiasmo”. Aggiunge inoltre Vitelli, che i giornalisti, “l’unica classe intoccabile” finora in Italia, saranno in ogni caso molti meno rispetto al passato.

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