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NGN: l’Italia perderà 838 miliardi per il mancato sviluppo di reti a banda ultra larga

NGN

I ricavi non realizzati a causa del mancato sviluppo di reti a banda ultra larga potrebbero equivalere nei prossimi anni al 3% del PIL, stando ad uno studio commissionato dal Ministero dello Sviluppo Economico all’osservatorio “I costi del non fare”.

Andrea Gilardoni, presidente dell’osservatorio e professore presso l’Università Bocconi, spiega “tra 18 anni la dell’incumbent varrà zero e l’Italia avrà rinunciato a una cifra stimata tra i 4 e i 25 miliardi per la mancata realizzazione di una nuova Bul (a banda ultra larga) e a 838 miliardi in termini di mancati servizi che su di essa potrebbero svilupparsi: in altri termini il 3% del Pil all’anno da ora al 2030”.

Lo studio tiene in considerazione nuove tecnologie (es.  il vectoring) che potrebbero rallentare il declino delle reti in rame, qualora ciò non si verificasse il danno potrebbe essere anche maggiore.

2 commenti

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2 Comments

  1. Roberto

    18/06/2012 alle 16:46

    Una situazione veramente critica e presa sotto gamba da chi dovrebbe prendere urgentemente decisioni.
    Mi spaventano però anche i segnali di una probabile copertura guidata da criteri che aumenteranno ulteriormente la forbice dell’attuale Italia a due velocità.
    Spero ovviamente di sbagliarmi…

  2. marco procida

    19/06/2012 alle 11:33

    Ringraziamo intanto il nostro precedente governo che ha spinto il digitale terrestre e non l’annullamento del Digital Divide.

    Poi mettiamoci alla finestra a vedere cosa sanno fare i “tecnici” fino ad ora non è che siano riusciti a far molto.

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