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La morte degli sms

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Lo spunto nasce nella conferenza WWDC degli sviluppatori Apple. Da San Francisco ci giunge un dato che riassume bene il cambiamento di paradigma che sta permeando le telecomunicazioni mobili e non solo. A circa un anno dal lancio del servizio iMessage (che consente di scambiare gratuitamente messaggi tra utenti del sistema operativo iOS5) gli utenti sono già 140 milioni e vengono scambiati oltre 1 miliardo di messaggi al giorno e il servizio sarà presto esteso anche su PC Apple. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo Samsung non sta certo a guardare.

Cosa sta accadendo? Stiamo semplicemente entrando in una dimensione all-IP dove la messaggistica e le comunicazioni vocali saranno semplicemente uno dei tanti servizi applicativi accessibili attraverso i diversi terminali

Merry Christmas, il primo SMS

Come accade spesso nelle piccole rivoluzioni generate dalle nuove tecnologie, gli SMS nascono quasi per caso venti anni fa grazie a una funzionalità di segnalazione della rete GSM, che consente di rendere la comunicazione asincrona e di inviare messaggi (fino a 140 byte) anche a più destinatari. L’impatto sulle comunicazioni interpersonali e sullo stesso linguaggio giovanile è noto a tutti, mentre forse meno evidente il valore generato da questi micro messaggi, che hanno beneficiato a lungo di un prezzo largamente indipendente dai costi associati (tradotto, significa che i costi sono sostanzialmente nulli).

Always and everywhere connected

La diffusione della banda larga, sia di rete fissa che mobile, e la diffusione delle applicazioni di instant messaging, senza dimenticare i tradizionali messaggi di posta elettronica, offrono ormai una valida alternativa alla comunicazione via SMS, che fino a poco tempo fa continuava a essere l’unico strumento veramente ubiquo (al netto ovviamente delle piccole parti di territorio prive del servizio mobile). Con la possibilità di essere always connected e a maggior ragione con profili tariffari sostanzialmente “flat” diventa di fatto sempre più facile fare arbitraggio tra le diverse forme di comunicazione in funzione della convenienza, dei diversi stati d’animo o di particolari necessità.

Vecchi attori e nuovi ruoli

Utilizzare le reti IP per telefonare e inviare messaggi non è certo una novità (Skype docet), ciò che cambia sono gli attori che entrano nell’arena della gestione dei servizi di comunicazione, nonché il rapporto con i fornitori dell’accesso e del trasporto dei dati. Se la neutralità della rete viene garantita si moltiplicheranno i soggetti, dai fornitori di apparati, ai fornitori di servizi di varia natura, che costruiranno la propria value proposition sfruttando l’accesso dati acquistato da un altro soggetto, ovvero costruendo propri pacchetti di servizi. Immaginiamo poi l’impatto che può avere la possibilità utilizzare gratuitamente la connettività WiFi di un amico o di un ente pubblico. Chi sarà il gestore dei servizi di comunicazione e chi il gestore della rete? Dilemma destinato a far trascorrere notte insonni ai regolatori e agli strateghi del marketing. Ciò che rileva veramente ai fini del corretto sviluppo del mercato è comunque che le regole del gioco siano effettivamente uguali per tutti, oneri e onori inclusi.

Morte e risurrezione

Il breve racconto di cui sopra potrebbe sembrare un de profundis, ma la realtà è, almeno parzialmente, diversa. I numeri del mercato italiano confermano un calo del valore del mercato degli SMS (se però pensiamo al loro costo…), ma nella realtà i volumi sono progressivamente cresciuti negli ultimi anni, per effetto di un continuo ampliamento degli ambiti nei quali vengono utilizzati, superando i confini delle semplici comunicazioni interpersonali. Nel 2011 hanno sfiorato i 90 miliardi, in crescita del 4% rispetto all’ultimo anni, ma con una tasso di incremento medio annuo di oltre il 20% nell’ultimo quinquennio.
Aspettiamo ora di capire meglio dell’impatto finale di quanto sta accadendo attorno allo sviluppo degli e all’utilizzo sempre più esteso dei profili dati, ma la capacità del mercato di generare nuove tipologie di servizi e applicazioni riesce ancora a stupirci, almeno per ora.

Gli SMS sono morti? Lunga vita agli SMS

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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