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La censura in Cina se la prende con le emoticon

Sina Weibo

La tragica conclusione delle proteste studentesche di piazza Tienanmen rappresentano uno degli eventi storici più controversi in , dove il Governo non riconosce ufficialmente l’accaduto. Oggi ricade il 23esimo anniversario delle proteste popolari.

Gli utenti della piattaforma di microblogging cinese avevano iniziato, da giorni, a commemorare l’evento utilizzando l’emoticon a forma di candela in segno di lutto. , però, ha deciso di bloccare l’emoticon e quando gli utenti l’hanno sostituita con la fiamma Olimpica, anche questa è stata bloccata.

Il motore di ricerca interno al servizio, inoltre, ha eliminato i risultati per query come “candle”, “six four” (4 Giugno), “23″, “never forget”; nel tentativo, pare, da parte del team della società dedicato al controllo dei rumor, di prevenire e nascondere qualsiasi menzione del controverso evento.

Tentativo per altro non perfettamente riuscito, visto che le maglie della si sono rivelate facilmente aggirabili. Ciò nonostante gli effetti sono stati tutt’altro che leggeri. L’account di un utente, stando a quanto riportato dalla corrispondente nel paese di The Wall Street Journal, sarebbe stato cancellato semplicemente per aver chiesto per quale motivo l’emoticon a forma di candela fosse stata bloccata.

La libertà di espressione, in ogni caso, si riduce ulteriormente nella piattaforma dopo la recente introduzione di regole di comportamento più restrittive e di un originale sistema a punti. L’evoluzione del servizio, molto simile a Twitter, dovrebbe far riflettere attentamente sulle reali potenzialità dei in quanto strumento a servizio della libertà di espressione.

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1 Commento

  1. Carolus

    04/06/2012 alle 14:54

    Solo gli estremisti di sinistra, rifondatori comunisti, nuovi comunisti e simili rifiutano di riconoscere che il comunismo cinese è una dittatura feroce dove non esiste libertà alcuna e si usano 3 milioni di prigionieri nei lavori forzati.

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