Berlin Notes

L’Emilia piange.

modena

Il terremoto in Emilia di domenica scorsa ha provocato danni enormi, difficili da quantificare. Le gente emiliana è poco propensa all’autocommiserazione e con una dignità fuori dal comune cerca di non far apparire quello che pian piano invece sta emergendo. Un disastro economico che si ripercuoterà sull’intera economia italiana per i prossimi anni a venire.

Il terremoto non ha solo danneggiato castelli, chiese e vecchi edifici civili o cancellato piccoli centri storici. Se questo fosse il problema, pur grave e triste, si risolverebbe in po’ di anni di restauri e ricostruzioni. Vittime del terremoto ve ne sono state pochissime grazie anche alla lungimirante politica ambientale ed edilizia che ha costretto gli impreditori edili a costruire secondo norme antisismiche piuttosto corpose anche in territori a bassa intensità sismica. Ma l’edilizia civile non è quella industriale, dove i criteri sono diversi e ora pian piano emerge tutto il vero dramma.

Sono centinaia le aziende agricole che hanno perso gli animali da reddito, fonti di patrimoni gastronomici di cui l’Emilia è sempre andata fiera. Tra latte e salumi, tra vacche e maiali, i danni patrimoniali sono inquantificabili. Intere piccole e medie aziende agricole non si risolleveranno dal disastro. Ma là dove gli agricoltori piangono, gli imprenditori industriali sono ormai senza voce. Talmente senza voce da essere dimenticati anche dai media nazionali.

Interi comparti industriali, fiori all’occhiello dell’Italia che produce e lavora, sono in ginocchio. Il comparto biomedicale tra Mirandola, Medolla e Cavezzo è fermo per danni incalcolabili. Le grandi industrie multinazionali si salvano gestendo l’emergenza grazie alla propria struttura multipolare ma le centinaia di piccole aziende fatte di 10-20 dipendenti, rischiano di non aprire mai più.

Le imprese ceramiche del territorio finalese e parliamo di aziende piccole medie e grandi, non hanno solo gli impanti danneggiati (occorrono centinaia di migliaia di euro per ripristinare un forno, riaccenderlo e rimetterlo in funzione, tanto è vero che la manutenzione la si fa a forno acceso con i tecnici che entrano con lo scafandro di amianto) ma anche il materiale per la smaltatura, è rovinata sul terreno e rischia di produrre danni ambientali colossali.

Parliamo di centinaia di migliaia di persone che rischiano di rimanere senza lavoro e di centinaia di imprenditori che perdendo tutto, non avranno più la forza di ricominciare. Si ipotizza che le grosse imprese prenderanno l’occasione per non aprire più e delocalizzare la produzione in Paesi a basso costo di manodopera. L’effetto domino che questo disastro provocherà sulle imprese collegate, clienti, partner o associate in reti, consorzi o partnership, non è ancora partito ma è sicuro che non saranno anni facili.

Sarebbe bello che l’opinione pubblica venisse informata su quello che realmente sta accadendo. Eppure il silenzio pare essere d’obbligo. Noi emiliani comunque ci faremo sentire!

Andreas Voigt
Innovando snc
Tedesco-Emiliano di Carpi (MO)

Vorrei che venisse diffuso/viralizzato da più persone possibili. Vi chiedo cortesemente questo atto di solidarietà e di informazione.

Andreas Voigt

Andreas Voigt

Andreas Voigt si occupa di pubblicità, comunicazione online e branding dividendosi tra l’Italia e la Germania. Per TechEconomy guarda agli sviluppi del mondo dell’ICT e dell'(e-)business tedeschi con occhio tutto italiano.
Oltre che su TechEconomy, lo trovate anche sul suo blog: http://www.innovando.it

17 commenti

Commenti e reazioni su:

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17 Comments

  1. Andreas

    25/05/2012 alle 11:17

    GRAZIE DI CUORE !!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Tiziana

    25/05/2012 alle 12:01

    Condivido con piacere, sperando serva a qualcosa!

  3. gaetano cecere

    25/05/2012 alle 12:34

    Ho vissuto 30 anni a Carpi , i miei figli sono nati a Carpi ,io sono stato costruito uomo con tutti i suoi “aggettivi”a Carpi ; mi sento ancora appartenere alla grandissima comunità Carpigiana-Emiliana.Con tutto il cuore sono vicino a tutti, in questi momenti difficilissimi. Buona Vita.

  4. Marcello

    25/05/2012 alle 13:39

    Ho condiviso dove potevo…sperando che serva!

  5. Valentina Spotti

    Valentina Spotti

    25/05/2012 alle 13:40

    Non so bene cosa dire: anche io abito in una zona costellata da piccole imprese e mi rendo conto dell’enorme danno economico che avete subito (oltre alla paura, alla rabbia e all’incertezza)
    Ho visto su Facebook una foto di un capannone pesantemente danneggiato, ma fuori c’era appeso un lenzuolo: “Vetreria – Ci siamo”.

    Con tanto affetto, per quel che può valere.
    V.

    Ps. Poco fa ho ricevuto una mail di un’amica che mi chiedeva se era vero che si poteva comprare il “Parmigiano Caduto”: le ho dato tutte le informazioni a mia disposizione… 🙂

  6. Gianluigi Lolli

    25/05/2012 alle 15:12

    Faro’ tutto il possibile per divulgare questa lucida denuncia. Grazie Andreas.

    G.Lolli

  7. Roberto Piciucchi

    25/05/2012 alle 17:11

    Ho parlato con Andreas e gli ho detto che mentre loro vivono questo disastro a Roma si sta preparando la Parata Militare. Il Capo dello Stato dovrebbe indire un giorno di Lutto Nazionale e non spendere i soldi in un momento come questo per una stupidissima Parata.

  8. Angela

    25/05/2012 alle 17:30

    Ho inviato queste IMPORTANTISSIME informazioni a tutti coloro che conosco. Se non altro, almeno lor non potranno dire: “non sapevo!!!” L’ignoranza è una malattia. La volontà di essere ignoranti è una malattia incurabile.

  9. Andreas

    25/05/2012 alle 17:43

    Grazie a tutti! Siete preziosissimi!

  10. mario staffaroni

    25/05/2012 alle 23:21

    da umbro, che ha sentito di persona per anni le continue scosse e le tante ferite del sisma che ci ha interessato ormai anni addietro, credo di poter comprendere questo messaggio. E l’angoscia collettiva che sottintende. Allora, da noi, attivarono persino psicologi per aiutare a sentirsi meno soli in quella prova. E si raccomandava ala informazione di non lasciare sola, quella prova di tanti.
    Collaboro per quel che posso, a divulgare anche io e volentieri. Ma l’Emilia e la sua nostra gente non merita questo mettersi a posto con una fugace visita e poi arrivederci. L’Emilia è un bel pezzo dell’Italia ancora attiva, se perdiamo anche quella terremotiamo una nazione intera.
    Ma a cosa pensa il nostro Stato?

  11. André Lachini

    27/05/2012 alle 05:27

    Grazie Andreas per averci detto che la situazione è ancora peggiore da quella che i servizi delle agenzie stampa e i giornali ci informano. Cercheremo di fare qualcosa di più qui al Brasile dove vive tanta gente d’origine emiliana e romagnola. L’Emilia-Romagna sopravivverà più forte. Forza e coraggio.

  12. André Lachini

    27/05/2012 alle 05:30

    Grazie andreas, anche qui in Brasil, dove vive tanta gente d’origine emiliana e romagnola, cercheremo di dare queste notizie. L’Emilia-Romagna é più forte e tirerà avanti. Saluti!

  13. Bianca

    27/05/2012 alle 23:45

    Grazie..grazie per avere detto la verità sulla situazione in Emilia..nonostante l’indifferenza della dei media e dei politici di Roma noi emiliani ce la faremo.

  14. John Marescia

    28/05/2012 alle 01:36

    Passerò più volte l’intero articolo sulla nostra webradio. Se necessita altro sono a completa disposizione. Concordo col discorso che è veramente una “stupida parata” qui siamo in ginocchio e si spendono soldi per certe cazzate
    Saluti a tutti!

  15. Rossella

    29/05/2012 alle 15:04

    ho condiviso su più social la tua notizia e mi viene da dire che la forza degli emiliani non è solo la dignità e la voglia di tirarsi su le maniche ma lo è anche di più la solidarietà e il vivere coalizzati ogni gioia e avversità…forza! un abbraccio

  16. medo

    29/05/2012 alle 15:44

    Altre scosse, anche superiori alla prima del 20 maggio, arriveranno di certo nei prossimi giorni. E’ importantissimo che tutte le attività lavorative ed istituzionali, tranne quelle di emergenza stabilite via via dai prefetti delle zone del terremoto, siano SOSPESE per almeno altre due settimane per evitare tragedie quali un’intera scuola o un reparto di ospedale che crollassero ad esempio. Invece cosa si farà: si spererà che non avvengano altre scosse e tutti a lavorare esponendosi ad un rischio incalcolabile…

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