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La pirateria è solo un altro strumento di marketing?

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Autori ed editori devono diventare creativi con la pirateria. Il non è la risposta”. , vice presidente responsabile della strategia contenuti di , esprime un’opinione fuori dal coro riguardo la pirateria.

L’idea che la pirateria sia parzialmente non evitabile e che possa avere anche effetti benefici per i produttori di contenuti si sta pian paino diffondendo anche all’interno delle compagnie mediali, ma è raro trovare dichiarazioni così esplicite in tal senso da parte di manager impiegati in simili aziende.

Hendrickson sostiene che O’Reilly Media “prende seriamente il furto di materiale coperto da diritto d’autore, ma comprende che esistono situazioni che non puoi o non vuoi fermare”.

L’aspetto più interessante del articolo pubblicato dal manager non riguarda, però, le difficolta incontrate nel combattere la pirateria, ma nei vantaggi che questa offrirebbe ai creativi; ovvero non nel “non puoi”, ma nel “non vuoi”. La vera minaccia per i creativi e gli editori, secondo il manager, è la poca visibilità dei contenuti, non la pirateria che può anzi favorirne la diffusione e viene praticata per lo più da persone che per vari motivi (principalmente economici) difficilmente comprerebbero quei contenuti.

Se nessuno vuole il tuo contenuto abbastanza da ottenerlo e renderlo disponibile, dovresti averlo pubblicato?” È la domanda che si pone provocatoriamente Hendrickson “L’anonimato è una minaccia maggiore della pirateria”.

Il e la pirateria sono “un primo stadio dell’investimento di marketing, per il manager.

Uno degli esempi portati da Hendrickson  riguarda lo scrittore e giornalista David Pogue. Qualche anno fa accettò di pubblicare un libero da restrizioni, durante un esperimento di O’Reilly Media, e rimase molto soddisfatto dei risultati. “Fu piratato fino alle stelle. È su tutto il web ora, semplicissimo da scaricare senza pagare. La cosa pazzesca è che le vendite del libro non sono calate. Infatti, le vendite sono cresciute leggermente durante l’anno.” Hendrickson conclude abbracciando pienamente la causa del DRM-free, “è qualcosa che tutta l’industria editoriale dovrebbe abbracciare non solo per un giorno, ma per sempre.”

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