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GM “scarica” Facebook, dubbi sull’efficacia dell’advertising

Facebook - Mark Zuckerberg

ha deciso di non comprare più spazi pubblicitari su . La società continuerà, però, a mantenere una pagina sul social network. La decisione, secondo una fonte vicina alla compagnia riportata da The Wall Street Journal, nasce dal fatto che il produttore di autoveicoli ritiene che la pubblicità su Facebook abbia poco impatto sui consumatori.

GM, terzo inserzionista pubblicitario negli USA dopo Procter & Gamble e AT&T, ha speso lo scorso anno 1.1 miliardi di dollari in , di cui $271 milioni in online display e search, budget succulento da cui Facebook verrebbe escluso.

La mossa di GM, più di tutto però, sottolinea e rende evidenti dubbi, già circolati, sulla strategia economica di Facebook, a breve distanza dall’, e le incertezze sulla reale efficacia degli ad sul social network. “Mette in risalto quello su cui stavamo discutendo, la pericolosità dell’intero business model di Facebook.” ha commentato Brian Wieser, analista Internet e media presso Pivotal Research Group.

GM non è l’unica compagnia a nutrire dubbi. Un dirigente di un’altra azienda produttrice di un prodotto di largo consumo avrebbe affermato che è difficile capire se gli ad valgono i soldi spesi. “È solo un nuovo brillante oggetto, o una reale proposta di valore?”.

I pareri non sono unanimi e Ford, ad esempio, sta incrementando la propria spesa su Facebook.  Scott Monty , portavoce della società, ha spiegato che il punto è cosa si fa nel social network e come. “Non si può comprare l’ingresso in Facebook. Si deve avere una credibile presenza e fare cose innovative.”

Michael McHale, portavoce Subaru, è altrettanto entusiasta dei risultati. “Advertising più contenuti equivale a più click al nostro sito web, il che ci piace.”

GM è un colpo di avvertimento” secondo John Battelle, presidente del network di advertising Internet Federated Media. Battelle ritiene che Facebook debba investire di più nella costruzione di relazioni con i principali inserzionisti e sviluppare un’offerta di advertising più ricca e personalizzabile.

Facebook si è rifiutata di commentare. Di certo la vicenda getta ombre sul futuro della compagnia e rischia di influenzare l’imminente quotazione in borsa.

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