Ogni tanto capita. Anzi, spesso. Sentirsi dire che “il è morto”. Le magnifiche e progressive sorti del digitale, dei social, del crowd-co-distributed che hanno ucciso il caro, vecchio .

A me, da uomo cresciuto per decenni nello studio, applicazione e insegnamento del marketing, la cosa da’ un gran fastidio. Soprattutto perché è una bufala.

Non importa sia vero, l’importante è urlarlo.

Da un lato è strategia corrente sparare titoli ad effetto nelle proprie dichiarazioni per attirare in rete l’attenzione – specialmente dei potenziali clienti. Sul prodotto che si ha da vendere. Un prodotto che vuole sostituire cose che c’erano prima. Che quindi vanno ritratte come obsolete.

Di qui, tutta una serie di “i blog sono morti” (che in realtà crescano non interessa a nessuno),”gli SMS sono morti”, “l’email è morto” (ma anche no), “il web è morto”, “i social sono morti”, “Facebook è morto”. Dio è morto, Marx è morto, e nemmeno io mi sento troppo bene. E fa impressione che sia, ad annunciare la morte del Marketing, un personaggio di grandissimo rilievo di una delle più grandi agenzie di pubblicità del mondo.
Opportuno fare una tara, perché c’è chi propugna tesi pro domo sua. E continuando con lo scarso latino a mia disposizione, Caveat Emptor.

Ma sappiamo davvero cos’è il marketing?

Spesso c’è invece un errore di fondo, ascriviamolo a una scarsa conoscenza del tema. O quanto meno a una forte superficialità nel trattarlo. Questo marketing è morto? Parliamone, proviamo a definirlo, a descrivere come è fatto il cadavere per farne l’autopsia.
Insomma, cos’è il marketing? E perchè il digitale dovrebbe ucciderlo?
Provate a fare questa domanda a chi ne sostiene il decesso. Io la faccio molto spesso, durante i corsi in cui insegno. E la conclusione che ne traggo sempre è che non si insegna abbastanza cosa sia, nella sua essenza il marketing. E allora, permettetemi, spieghiamolo.

Un paio di definizioni ufficiali, da Wikipedia:

Un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa“.
Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti.”

Marketing is defined by the AMA as “the activity, set of institutions, and processes for creating, communicating, delivering, and exchanging offerings that have value for customers, clients, partners, and society at large.
“It can also be defined for business to consumer marketing as “the process by which companies create value for customers and build strong customer relationships, in order to capture value from customers in return”. For business to business marketing, it can be defined as creating value, solutions, and relationships either short term or long term with a company or brand.”

La mia definizione: Il Marketing è la disciplina che si occupa di capire che cosa può volere la gente, e come organizzarsi per darglielo al meglio.

A fronte di queste definizioni, quelle vere, diventa difficile dire che il Marketing, nell’era digitale, sia morto. Anzi. Il digitale, il Social, Internet sono ambiti in cui (finalmente) il marketing vero può spiegare le sue ali e realizzare tutto il suo potenziale. Partendo dall’ascolto, passando alla costruzione di relazione, al colloquio al co-development… e soprattutto creare valore.
Un conto sono gli strumenti che si usano, e come si usano. Un conto sono gli obiettivi, le strategie di fondo. Un conto dire che la pubblicità di una volta, un certo modo di mettere in pratica il marketing sono in crisi. Un altro dire che è il Marketing a non essere più valido, e perdere credibilità agli occhi delle persone serie e competenti.
Se ci fate caso, rileggendo le definizioni, tutte le cose che sono comunemente osannate nel mondo del 2.0 “fittano” perfettamente con quella che è l’essenza storica del Marketing.

Solo che dire che il marketing è più vivo che mai, troppo spesso non fa gioco. E non aggiungo altro.

Roberto Venturini

Roberto Venturini

Uno dei veterani dell’Internet / Digital Marketing Italiano. Ha iniziato a fare Internet e scriverne nel 1997. Un passato in agenzie di comunicazione, un presente come Digital Strategic Planner. Formatore, giornalista (ha iniziato nel 1998 con Web Marketing Tools).

 

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