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Telecom: addio alla tv. La 7 sul mercato

La 7

Enrico MentanaCome anticipato nei giorni scorsi, il Cda di Italia ha dato via libera alla vendita delle attività del settore , con in testa, che diventa una società a sè. È la conseguenza logica della ristrutturazione societaria che Ti Media sta preparando. Conseguentemente il Cda di Telecom Italia Media ha quindi avviato un’operazione di ristrutturazione societaria mediante separazione degli asset televisivi facendoli confluire in una società ad hoc. Si apre ora una fase in cui verranno definite le condizioni per cedere i beni alle migliori condizioni, valutando le eventuali offerte.

Per chi lavora a La7, compresi i tanti nomi noti arrivati nella campagna acquisti degli ultimi anni, la notizia non può non generare incertezza per il futuro, anche se due volti importanti come Enrico Mentana e Gad Lerner si dicono tranquilli sulla salvaguardia della qualità del prodotto.

“Nell’ambito del processo di focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano industriale 2012-2014 – si legge in una nota diffusa dall’azienda – il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso l’avvio del processo di dismissione delle attività nel settore dei media. Tale dismissione contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell’indebitamento già annunciati”.

Telecom Italia Media ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 15,7 milioni di euro, principalmente dovuta all’incremento dei costi per l’arricchimento del palinsesto. Solo per fare qualche esempio, sono arrivati nell’ultimo periodo Serena Dandini, Sabina Guzzanti, Benedetta Parodi, Corrado Formigli, ed è atteso a giorni il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano.

I ricavi sono saliti a 57,5 milioni e il margine operativo lordo è risultato negativo per 5,9 milioni di euro. Il gruppo prevede un incremento, seppur lieve, della raccolta pubblicitaria e per il 2012 quantomeno dei risultati in linea con quelli dell’esercizio 2011. È proprio l’andamento del mercato e la difficoltà a generare ricavi nonostante gli investimenti a provocare dubbi tra gli analisti sull’appetibilità della rete televisiva.

Tra i potenziali acquirenti ci sarebbero, come già anticipato nei giorni scorsi, il gruppo Espresso, che ha peraltro smentito trattative, Urbano Cairo, titolare della Cairo Communication e il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar a cui si è aggiunto un nome dell’ultima ora, l’emiro del Qatar, patron di al Jazeera.

La scissione tra i canali , con La7 e la partecipazione al 51% in Mtv, da un lato e le infrastrutture di rete dall’altro consentirà di seguire strade differenti per i due settori. E sono in tanti a considerare i tre multiplex detenuti da Telecom il vero piatto forte dell’affare.

Lilli GruberA colpire il grande pubblico sono però soprattutto le sorti di La7, che, destinata a diventare il terzo polo televisivo, non è ancora riuscita nel complesso a raggiunge i target di share sperati.

“Io non sono per nulla preoccupato – afferma Mentana che è tra quelli che trainano gli ascolti della rete -. Il venditore sicuramente inserirà tra i criteri di scelta dell’acquirente la salvaguardia della qualità e delle prospettive del canale”.

“Non sono preoccupato – gli fa eco Gad Lerner -, perchè sono convinto che La7 ha conquistato un ruolo tale che può preludere solo ad uno sviluppo futuro”. “Lavoriamo serenamente – commenta il direttore di rete Paolo Ruffini – l’importante è avere un editore che crede nella buona tv”.

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