Japan Notes

O ti abboni o sei fuori: operatori mobili giapponesi e la sconfitta del prepagato

telefonia

Minna san konnichiwa, Romano desu.

Nello scorso articolo abbiamo accennato brevemente a come in giappone il contratto con il proprio fornitore di servizi mobili sia percepito come importante e personale quanto avere un contratto di affitto per il domicilio assegnato – o quasi. Il contratto cellulare in giappone rappresenta infatti una relazione a lungo termine che in un certo senso ‘qualifica’ la propria appartenenza alla societa’: viene dato per scontato quasi una certificazione della propria affidabilità’. E’ una situazione simile a quanto avveniva – e in alcuni casi ancora avviene – con il numero di fax per le aziende giapponesi, considerando rispettabile e appropriato disporre di un numero fax separato dal numero principale. Si puo’ arrivare ad essere discriminati in certi contesti (ricerca di un lavoro, partecipazione ad un social network) se non si dispone di un numero in abbonamento.

Per gli stranieri non residenti ad esempio e’ difficile se non impossibile ottenere l’assegnazione di un numero cellulare e di email cellulare (‘keitai me-ru’) alla pari con un giapponese. Possono venire richiesti un certificato di residenza, un conto in una banca giapponese o con una carta di credito locale, un contratto di lavoro o la presenza di un ‘garante’ giapponese – oltre al regolare passaporto – requisiti simili a quanto viene richiesto per la stipula di un contratto di affitto.

La connettivita’ cellulare rappresenta anche una voce di costo importante, che va a pesare in maniera non indifferente sul bilancio di ogni famiglia o individuo. Basti considerare che un abbonamento con un operatore mobile nazionale puo’ costare in media dai 50 ai 110 euro al mese a persona, piu’ i costi aggiuntivi per chiamate, email e contenuti o applicazioni da scaricare o in abbonamento periodico e rate del device in uso. Da notare che i messaggi SMS sono qui quasi sconosciuti o utilizzati esclusivamente per l’invio di messaggi di ‘servizio’ dagli operatori agli utenti. La messaggistica testuale mobile passa attraverso le email inviate tramite , che consentono l’invio di testi lunghi, allegati multimediali e dei popolarissimi ‘emoji’ – collezioni di icone grafiche colorate ed espressive.

I contratti di ‘fonia e internet mobile’ rappresentano quasi un servizio ‘di prima necessita’ ‘per ogni giapponese indipendentemente dalla classe sociale o eta’ – e spesso sono caratterizzati da un legame a lungo termine con l’operatore prescelto.

Una strategia comune agli operatori mobili giapponesi e’ quella di utilizzare martellanti e immancabili offerte promozionali, in grado di spingere gli utenti a sottoscrivere contratti a ‘durata minima garantita’. Sono contratti che offrono particolari sistemi di sconto (chiamate gratuite durante il giorno o verso i numeri cellulari del nucleo familiare) e opzioni a servizi di internet senza limiti, fronte di un contratto di almeno due anni consecutivi, che rende difficile il passaggio ad altri operatori tramite il pagamento di una penale. Un modello di contratto simile a quello recentemente diffusosi con l’iPhone anche in america ed europa, applicato qui in alla maggioranza degli utenti.

Nonostante in giappone siano presenti fino a cinque operatori mobili a copertura nazionale, il passaggio ad un nuovo operatore e’ considerato come un evento molto raro – e per certi versi paragonabile per importanza al ‘trasloco’ ad un nuovo domicilio fisico. Tra gli operatori mobili, quello dominante e’ DOCOMO equivalente per posizionamento alla TIM italiana: nato come spin off dell’ex operatore di fonia pubblica nazionale, che in giappone e’ NTT (da cui il vero nome NTT DOCOMO).

DOCOMO si e’ fatta conoscere a livello internazionale alcuni anni per l’invenzione e diffusione dello standard di browser mobile iMode, una delle piattaforme ‘pioniere’ nella vendita di contenuti su cellulare, sotto forma di applicazioni, giochi e micro siti resi accessibili in abbonamento periodico. Il secondo e terzo operatore mobile e’ AU (della rete KDDI), e SOFTBANK, nato nel 2006 dall’acquisizione di Vodafone Japan. Rimangono gli operatori minori WILLCOM (il piu’ economico che utilizza ancora reti di vecchio tipo chiamate “PHS”) e Emobile che ha puntato quasi esclusivamente sulla connettivita’ internet mobile per computer portatili come alternativa alle reti ADSL e fibra ottica.

Noi europei abbiamo imparato a convivere con numerose offerte prepagate che garantiscono una certa liberta’ di scelta a costi davvero limitati: vivendo in Italia anche per me la norma era possedere diversi cellulari e varie SIM prepagate da operatori diversi, combinando i vantaggi dei servizi piu’ vantaggiosi, a seconda del numero chiamato o della fascia oraria. In giappone succede l’esatto opposto: ogni adulto o ragazzo possiede uno o al massimo due cellulari alla volta e ogni cellulare e’ legato ad una specifica SIM card bloccata e in abbonamento mensile a lungo termine.

Molto spesso non e’ possibile scambiare carte SIM con altri cellulari o smartphone , che sono ‘bloccati’ dagli operatori locali per renderne l’uso possibile esclusivamente in associazione con un determinato contratto di abbonamento. All’interno di contratto mobile a lungo termine vengono offerte diverse opzioni e vantaggi, come la fornitura in leasing di un terminale mobile a scelta (cellulari ad alte prestazioni dotati da diversi anni di funzionalita’ paragonabili ai piu’ avanzati smartphone odierni).

Una delle funzioni piu’ popolari tra i cellulari e smartphone prodotti per e dai giapponesi, e’ quella della TV ‘one-segment’. Si tratta di un ricevitore per la tv digitale terreste integrato nel cellulare stesso, che ha una risoluzione relativamente ‘bassa’ ma che consente di accedere ovunque ai contenuti dei canali televisivi pubblici gratuiti.

Funzionalita’ questa assente negli smartphone o cellulari venduti sul mercato globale, e che gioca a favore delle vendite di device prodotti localmente e in grado di supportare questo standard. Interessante notare che l’accesso a questi contenuti televisivi mobili (che trasmette gli stessi contenuti e programmi della TV digitale pubblica) e’ completamente gratuita, accompagnata da servizi dati avanzati e utilizzabile praticamente ovunque.

Parleremo nel prossimo articolo della ‘One segment’ tv libera e gratuita e della recente crescita in popolarita’ di nuove piattaforme televisive mobili a pagamento in Giappone.

Doumo Arigatou Gozaimashita.


Francesco Romano

Francesco Romano

Imprenditore seriale, Consulente direzione Start-up giapponesi e global, Manager Design e Experience (UI/UX) multilingua.
Dal 2006 vive e lavora in Giappone per agenzie, top brand e istituzioni internazionali.
Per professione e passione combina ruoli di management e di sviluppo di branding, prodotti e piattaforme web/mobile con quello di direttore del design e della promozione per il mercato interno giapponese e internazionale.

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2 commenti

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2 Comments

  1. s

    16/05/2012 alle 16:17

    che brutta vita…

  2. Pingback: Giappone: la TV e’ morta, viva la TV | Tech Economy

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