vive a Canberra e ha la passione per le Nerf, armi giocattolo spara-dardi nate alla fine degli anni Sessanta e tuttora commercializzate, in decine di differenti versioni, da . La passione di Martyn per le Nerf è grande e, come tutti coloro che si appassionano a qualcosa, ne parla spesso sul suo blog, documentandosi in Rete e divulgando le proprie conoscenze a uso e consumo di chi, come lui, condivide l’interesse per questo prodotto.

Un bel giorno Martyn riceve una mail da Hasbro: parafrasandone il contenuto – che potete leggere integralmente qui – la mail recita, né più né meno Ehi, sappiamo che ti piacciono tanto le Nerf: ti va se ti spediamo a casa l’ultima nostra novità in anteprima, così puoi organizzare un give away sul tuo blog? Dai, mandaci il tuo indirizzo che noi ti mandiamo il pacco!

Martyn accetta con gioia e risponde alla mail fornendo le sue generalità. Ma proprio di pacco si trattava, perché il generoso gesto del colosso americano dei giocattoli era in realtà solo un barbatrucco per scoprire l’indirizzo di Yang e… recapitargli a casa una bella denuncia, firmata dal prestigioso studio legale Baker & McKenzie.

Come mai tutto questo? Presto detto: qualche tempo prima, Martyn aveva pubblicato sul suo blog alcune foto di un nuovo accessorio per le Nerf, non ancora ufficialmente commercializzato da Hasbro. L’azienda è inciampata nel post di Martyn e deve aver fatto due più due: quel blogger è una spia! Senza preoccuparsi di approfondire la faccenda, Hasbro è saltata subito alle conclusioni: Martyn Yang è l’autore delle foto, Martyn Yang ha trafugato informazioni riservate, facciamo causa a Martyn Yang.

Stando alla versione di Yang che sul Web scrive sotto lo pseudonimo di Pocket, la questione parrebbe essere un po’ sfuggita di mano a entrambe le parti, tanto che il ragazzo si è trovato sotto casa delle “strane persone” che volevano discutere con lui sull’origine di quelle segretissime foto.

Foto che poi tanto segrete non dovevano essere, visto che Martyn ha dichiarato a sua discolpa di averle trovate su Taobao (l’eBay cinese NdA.):
“Capisco che il prodotto non sia ancora stato ufficialmente rilasciato, ma non è colpa mia se su eBay o TaoBao circolano immagini promozionali […] Non mi aspettavo proprio di dover insegnare alla gente come si usa un motore di ricerca per le immagini”.

E spiega ai signori di Hasbro come ha recuperato quell’immagine: “Fate una ricerca mirata come ho fatto io, usando gli opportuni parametri per restringere il campo della ricerca…”

Infatti, le immagini incriminate circolavano già da metà aprile su numerosi siti Web, compreso il già citato TaoBao, e sono state facilmente reperibili anche da numerosi altri blogger che hanno preso a cuore la vicenda di Martyn.

La questione si è conclusa con un accordo: Hasbro ha ritirato la denuncia dopo che Yang ha rimosso la foto dal suo blog. Ovviamente, la faccenda è diventata un piccolo caso in Rete e non ha mancato di suscitare le reazioni dei fan delle Nerf.
Hasbro, dal canto suo, ha dedicato all’incidente un post sulla FanPage di Nerf, presentando la cosa in toni da intrigo internazionale, parlando di investigazioni e di informazioni non autorizzate, ma sottolineando la volontà di continuare il bel rapporto di cooperazione tra l’azienda e i blogger fan del brand.

Com’era prevedibile, le reazioni degli utenti non si sono fatte attendere e a quel post sono seguiti un centinaio di commenti: alcuni di scherno, altri che – come da protocollo dei social media fail – proponevano il boicottaggio dei prodotti Hasbro.

 

A Hasbro sarebbe bastato conoscere un po’ meglio come funziona Internet e sprecare cinque minuti del proprio tempo per verificare le fonti prima di sguinzagliare in giro gli avvocati e fare una pessima figura con i propri clienti. Il problema della circolazione delle immagini sul Web e tutte le questioni correlate al diritto d’autore e alla liceità di pubblicazione sono sicuramente temi complessi, ma in questo caso l’azienda ha fatto finta di non conoscere una regola fondamentale: se una foto appare su un sito, non è detto che quel sito sia  anche l’autore o il proprietario dello scatto. Né si può accusare un blogger di spionaggio quando la sua unica “colpa” è quella di saper cercare nel Web. Capacità che, a quanto pare, i superavvocati ingaggiati dall’azienda non si sono troppo sprecati a coltivare.

Inoltre, il tranello del give away teso a Yang da Hasbro ha proprio il sapore della furbata: quanti altri blogger ora risponderanno a cuor leggero a un invito della fabbrica dei giocattoli?

Lesson Learned: Azienda, quando pensi che qualcuno stia facendo qualcosa contro di te, considera l’ipotesi che potresti essere tu la causa del tuo stesso problema. Monitora sempre attentamente ogni cosa che succede sul Web attorno al tuo brand e ai tuoi prodotti, specialmente quando c’è qualcosa su cui vuoi tenere il massimo riserbo… sei sicura di aver guardato bene?

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

 

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