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CPU: in arrivo in Cina architettura nazionalizzata

Il controllo delle comunicazioni inizia dall’hardware. Lo sa bene il governo cinese, che secondo quanto riferito da varie fonti industriali, avrebbe avviato un piano per unificare su scala nazionale l’architettura dell’ instruction set dei chip (ISA).

La nuova architettura unificata verrebbe utilizzata per tutti i progetti sostenuti con i soldi pubblici, nelle istituzioni e nelle imprese a partecipazione statale, tra le quali c’è anche China , che con oltre 650 milioni di clienti è il più grande gestore di telefonia del mondo.

Il motivo principale della scelta sarebbe quello di diminuire la dipendenza della dall’intellectual property occidentale.

Al momento sono cinque i sistemi ISA al vaglio dalle autorità: quelli di MIPS, Alpha, ARM, Power e UPU, ma è stata anche proposta l’idea di creare un’architettura completamente nuova, durante una prima riunione svoltasi lo scorso mese di marzo per riflettere sull’unificazione nazionale dell’ISA, presieduta da funzionari governativi, docenti universitari e rappresentanti di gruppi aziendali come Huawei e ZTE.

Secondo quanto dichiarato dal Vice Presidente di MIPS Robert Bismuth, la decisione finale sarà presa nel giro di pochi mesi. Nel caso si optasse per costruire da zero una nuova architettura ISA, si potrebbero aprire scenari ed ipotesi su sistemi di controllo e maggiori possibilità di censura, con backdoor sempre a disposizione dei servizi segreti cinesi e blacklist di indirizzi integrate nell’hardware, limitando così ulteriormente i diritti e la libertà di comunicazione dei cittadini.

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