Business Intelligence

Le 5 W della Business Intelligence

5 w

Per descrivere in cosa consiste il metodo che sta dietro a un processo di Business Intelligence potremmo partire dalla informazioni sulle piattaforme che offrono il servizio, ma avremmo una vista eccessivamente focalizzata sugli aspetti tecnologici. Potremmo alternativamente partire da alcuni esempi pratici illlustrando magari i risultati ottenuti in alcuni contesti aziendali mediante l’applicazione del metodo, rischiando però di assegnare valenza generale a soluzioni che sono invece ottimizzate solo su un ambito specifico.

Proviamo invece ad accostarci al mondo della BI rispondendo alle 5 domande auree del giornalismo: who? why? when? what? where? per ricostruire un quadro di riferimento completo in cui successivamente inserire, a questo punto con una maggiore consapevolezza, esempi di business e spunti tecnologici.

WHO. Chi, o meglio a chi serve?
La BI serve a qualsiasi settore di una azienda al quale sia richiesto di lavorare per obiettivi (vendite, risorse umane, gestione clienti, gestione magazzino, credito, …). Può essere infatti applicata a qualunque livello aziendale che abbia un sufficiente livello di delega di responsabilità per impostare delle strategie.

WHERE. Quali sono i contesti in cui BI produce risultati?
La BI non richiede necessariamente aziende di ingenti dimensioni con enormi moli di dati da trattare. Può trovare applicazione infatti anche in contesti di PMI dove le variabili che influenzano il processo decisionale hanno un volume o un livello di complessità tale per cui non sia comunque possibile controllarle in maniera personale e destrutturata.

WHEN. Quando è possibile utilizzarla?
La BI interviene sia a monte che a valle del processo decisionale. Come elemento propedeutico alla formulazione di una strategia fornisce gli spunti necessari alle decisioni sulla base di informazioni provenienti dall’osservazione  continua dei processi, mentre per la successiva  fase di verifica fornisce dati per valutare se le linee guida precedentemente definite vengono rispettate e in che misura (sfruttando tipicamente delle sonde, detti KPI, o Key performance Indicators, inserite all’interno nel processo che forniscono riscontri quantitativi su volumi, prezzi, livelli di servizio, conformità agli standard, ecc.)

WHY. Perchè utilizzare BI?
Il patrimonio informativo  presente negli archivi aziendali è una risorsa che, opportunamente strutturata, può fornire input per affrontare in maniera vincente le molteplici sfide che una azienda affronta, soprattutto in periodi critici. Permette infatti di impostare ad esempio strategie di mercato basate sulle preferenze di consumo dei clienti oppure suggerire ottimizzazione di processi eliminando sprechi oppure ancora prevenire azioni di contatto (onerose da gestire con qualsiasi mezzo vengano affrontate) da parte dei clienti mediante azioni di caring preventive.

WHAT. Cosa serve?
Gli elementi imprescindibili per la buona riuscita nell’applicazione di un metodo di BI sono fondamentalmente:

  1. la chiarezza degli obiettivi, senza la quale ogni tentativo di realizzazione di una ipotesi di lavoro non può esistere.
  2. flessibilità nei processi a cui sono collegati gli obiettivi, per poter applicare strutturalmente i feedback ricevuti dalle fasi di osservazione.
  3. una supporto informatico che permetta la normalizzazione di dati eterogenei, il successivo raggruppamento in insiemi predefiniti e la verifica sotto diversi punti di vista.

Nei prossimi articoli vedremo come le cinque definizioni trovano applicazione nel contesto aziendale e in particolare come valutare l’integrazione della BI con i processi presenti in azienda.

Giuliano Razzicchia

Giuliano Razzicchia

Giuliano razzicchia lavora da più di 10 anni sui CRM e sui sistemi di gestione dati di grandi aziende italiane e internazionali, a cavallo tra IT e business: una posizione ibrida che gli ha permesso di conoscere obiettivi e difetti di entrambe le funzioni.
Esperto di tecnologie al servizio della gestione del cliente ha cercato di portare in tutte le sue esperienze la propria attitudine ad organizzare la conoscenza per renderla facilmente fruibile.

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