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In USA al via un database per tracciare i device smarriti

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In America è stata proposta una soluzione per prevenire il furto di device e la relativa perdita dei dati personali e file in essi contenuti: un database centralizzato, comune a tutti gli operatori, in grado di identificare gli ID di tutti i dispositivi che usano le reti cellulari, con la conseguente possibilità degli utenti di bloccare l’accesso ai contenuti ospitati ed il loro utilizzo da parte di terzi.

Il database, supportato dalla Federal Communications Commission (FCC), sarà attivo e funzionante in sei mesi, e gli operatori intendono espandere tale sistema all’interno delle loro operazioni globali entro 18 mesi.

Sistemi simili esistono già da anni nel Regno Unito ed in Australia, ed il servizio che garantiscono ha riscontrato ottimi risultati operativi e conquistato la fiducia degli utenti per quanto riguarda la gestione della privacy.

Ad esempio il National Mobile Phone Register, attivo da quasi due anni  in UK, ha  identificato e localizzato più di 50.000 telefoni smarriti nei primi nove mesi di funzionamento.

Purtroppo ad oggi, in alcuni casi e mediante apposite operazioni, i codici IMEI possono essere modificati, permettendo così di rivendere i dispositivi all’estero, in Paesi dove gli operatori coinvolti nei sistemi di controllo non hanno possibilità di accedere ai dati veicolati sulle reti locali.

Per risolvere questo problema, negli Stati Uniti è stata proposta una legge che renderà la manomissione e falsificazione di tali codici un crimine federale, perseguibile anche al di fuori del territorio degli USA.

Oltre a limitare il numero dei furti di device, il database permetterà una maggior sicurezza per quanto riguarda la riservatezza delle informazioni contenute al loro interno, garantendo maggior tutela dei dati in caso di smarrimento, permettendo così l’ampliamento delle politiche di IT consumerization nelle aziende, senza rinunciare alla necessità di un controllo sui file ospitati nei dispositivi dei dipendenti.

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