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Infrastrutture digitali per competere

banda larga

Vi è ormai ampio consenso nel riconoscere che l’evoluzione delle reti di telecomunicazione e la diffusione di servizi innovativi con crescenti livelli di integrazione, multimedialità e interattività sono condizioni imprescindibili per garantire una crescita sostenibile e duratura.

Tra i servizi che possono essere abilitati grazie alla disponibilità di un’infrastruttura telematica avanzata, quelli destinati alle imprese offrono un’opportunità unica per la  trasformazione.

In effetti, in  un sistema economico sempre più digitale, le nuove reti e i nuovi servizi diventano per le imprese vere e proprie leve di , sia per quanto riguarda i prodotti e servizi che i processi aziendali.

Da un lato, le infrastrutture avanzate consentono una migliore interazione tra le diverse strutture aziendali (a maggior ragione se distribuite territorialmente) e tra queste e l’ambiente esterno (clienti, fornitori, partner), con ripercussioni dirette sull’efficacia e efficienza dei processi aziendali. Le tecnologie digitali abilitano inoltre un nuovo modo di lavorare, che tende a modificare i comportamenti in direzione di  modelli di interazione sempre più dinamici e flessibili, che possono arrivare fino a forme di “crowdsourcing” per la risoluzione di problemi e la generazione di nuovi business.

D’altra parte, attraverso le nuove reti è possibile creare nuovi prodotti e servizi, che rappresentano per le aziende un importante fattore di differenziazione e diversificazione della propria attività. La disponibilità di infrastrutture di comunicazione evolute,  insieme alle infinite potenzialità del web, consente  un ampliamento del mercato di riferimento (non solo territoriale), creando nuove opportunità di sviluppo.

Il dibattito attorno alla viene però spesso ricondotto semplicisticamente alla velocità di download, mentre le imprese hanno esigenze più complesse in termini prestazioni garantite, di scambio delle informazioni, di latenza e, in sintesi, di qualità complessiva del servizio.

Lo stesso paradigma dei servizi cloud, che rappresenta una forte discontinuità tecnologica e un’opportunità unica per ridurre le barriere all’ingresso nell’utilizzo delle tecnologie ICT anche da parte delle imprese minori, necessiterà di  livelli prestazionali sempre più elevati e non riconducibili al semplice aspetto della “velocità”.

Questo processo di innovazione deve però assolutamente essere avviato utilizzando le reti attuali, accompagnando poi progressivamente la crescita del fabbisogno delle imprese, a cominciare dalle aree a maggiore densità  e che possono agevolare la remunerazione della successiva evoluzione infrastrutturale.

Un altro falso mito da sfatare è quello dell’assenza di domanda e della scarsa reattività da parte delle imprese italiane, spesso troppo piccole per affrontare innovazioni complesse e/o costose.

Secondo i dati derivanti da una recente analisi condotta da Between in alcuni distretti industriali italiani, cresce l’aspettativa nei confronti di collegamenti sempre più performanti, finalizzati non più al semplice aumento della velocità di navigazione in rete, ma come modalità per fare rete e accedere a servizi remoto in grado di migliorare l’efficacia e efficienze dei diversi processi aziendali. Ad esempio, un’impresa su tre valuta già oggi molto positivamente la possibilità di disporre di servizi simmetrici ad alta velocità.

E’, infine, anacronistico dire che le prestazioni attuali sono più che sufficienti. Senza scomodare le logiche che hanno portato alla costruzione dell’autostrada del sole, basti pensare ai primi collegamenti a internet che utilizzavamo in azienda a metà degli anni ’90, collegandoci attraverso un semplice modem e magari un computer stand alone non collegato in rete. Sembrava di toccare la luna con un dito e dopo pochi anni è già diventata preistoria.

Nelle  discussioni sulle priorità dell’Agenda Digitale Italiana occorre ribadire con forza le esigenze delle imprese e la necessità di estendere l’accesso a banda ultra larga in aree di particolare interesse economico, anche attraverso specifiche partnership pubblico private che possono coinvolgere gli stakeholder locali, come del resto è stato fatto in passato per numerose opere infrastrutturali.

Come spesso accade nei processi di innovazione tecnologica e di servizio è il sistema dell’offerta che deve creare le condizioni per l’effettivo innesco del processo di diffusione, ampliando progressivamente lo spettro delle possibilità abilitate dalle nuove soluzioni.

E’ giunta l’ora del fare.

 

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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