Market & Business

I mercati emergenti trainano la crescita delle multinazionali

BRIC

Lo studio “Connected World” di Vanson Bourne per Tata non lascia spazio a dubbi: le company che hanno ampliato la loro presenza nei mercati emergenti, come in Asia, Medio Oriente ed Africa,  vedono crescere le proprie quotazioni molto più velocemente rispetto alle multinazionali che non hanno focalizzato la loro attenzione su questi contesti.

I risultati delle interviste, effettuate su 1.600 decision maker in dieci paesi, dimostrano come l’87% dei dirigenti d’azienda sono impegnati attivamente in mercati emergenti, con la Cina al primo posto nei progetti di espansione all’estero, seguita da India e Brasile.

Non tutto è dovuto esclusivamente a fattori come manodopera a basso costo o vastità di pubblico, uno dei principali motivi che guida la scelte delle multinazionali deriva da quella  “cultura dell’innovazione” che si respira in quelle regioni.

Ad esempio le aziende britanniche, sempre secondo lo studio, puntano ad aumentare i loro investimenti nei mercati emergenti del 34 per cento nel prossimo anno, con il 47% degli intervistati che mira alla Cina, proprio per le grandi opportunità di crescita, redditività ed innovazione tecnologica che offre.

“Le grandi imprese europee non hanno altra scelta”, ha dichiarato Claude Sassoulas, amministratore delegato della divisione UE di Tata Communications. “La crescita più sostenuta deriva dai mercati emergenti. Lo 0,5/1 per cento di crescita del PIL che stiamo vedendo in Europa non è sufficiente per aiutare queste aziende a soddisfare le loro esigenze di crescita.”

Insieme allo sviluppo economico di questi Paesi, corre in parallelo l’investimento in formazione e sviluppo di nuove competenze professionali, per far crescere ed emergere professionalità e talenti da impiegare nelle avventure oltreoceano delle multinazionali che vogliono estendersi in questi paesi.

Come riporta Srinivasa Addepalli “Tecnologia e fornitori di servizi di  comunicazione possono svolgere un ruolo importante nel migliorare lo sviluppo delle competenze in ciascuno di questi mercati”

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