London Notes

Londra: l’hub d’Europa

Londra

Dire che il Regno Unito è il luogo dove è nato Web non è un esagerazione. E’ da qui che ha preso il via la storia di Tim Berners Lee, inventore del WWW, è da qui che ha iniziato a scrivere Pete Cashmore di Mashable ed è qui che hanno sede le maggiori agenzie di comunicazione al mondo.

è un Hub per l’Europa intera per tutto quello che concerne tecnologia, comunicazione e media. Vivere qui è anche avere la consapevolezza di essere immersi in un enorme laboratorio sperimentale dal quale passa tutto ciò che diventerà poi mainstream per l’Europa. E’ il paese in cui i QR codes sono anche sulle cupcakes, dove il panettiere sotto casa ha più fan su Facebook che clienti. Insieme alla Germania è il paese che per primo ha avuto una vera e propria “internet generation” e sono ben quasi 7 milioni gli utenti over 55 che hanno dimestichezza col web. Nel 2009 gli utenti attivi su Facebook erano già 15.5 milioni, un quinto in Spagna, la metà in Italia. Di certo non dobbiamo sottovalutare il ruolo del fattore linguistico nel facilitare la penetrazione dei fenomeni provenienti da oltreoceano e la naturale propensione al consumo e all’iniziativa commerciale che ha fatto di questo paese l’incubatore della borghesia e del capitalismo moderno sin dal ‘700, e l’avanguardia dell’e-commerce nei giorni nostri.

Non sorprende quindi che sia proprio il Regno Unito il paese nel quale ci sia la più alta spesa pro-capite per l’acquisto di prodotti on-line.  La parte del leone la fanno ancora i grandi colossi, come Amazon, e-Bay ma anche Tesco e John Lewis nei quali si può acquistare da una mela ad una cucina. Ovviamente non è solo un fatto di mentalità, ma anche di efficienza e di infrastrutture. Il contante è in via di scomparsa, non si pagano commissioni alle banche, le consegne sono velocissime. Risultato: la persone si fidano di più e di conseguenza le imprese hanno investito di più nella sicurezza e nell’efficienza del sistema.

Ad ogni modo continuano le discussioni per abbattere le barriere che limitano l’esportazione di prodotti on-line, soprattutto oltreoceano; come ha recentemente  ricordato Stephen Robertson, direttore generale del “British Retail Consortium”, il Regno Unito dovrebbe farsi portabandiera della causa per l’abbattimento delle restrizioni soprattutto per quanto riguarda l’e-commerce, creando una sorta di mercato unico digitale. Ora la sfida da vincere riguarda l’ m-commerce (mobile commerce) sul quale tutti sembrano scommettere. Se da una parte è vero che gli utenti mobile e tablet siano i più inclini a fare acquisti on-line, è anche vero che le tecnologie per il pagamento non sono ancora state testate su larga scala, anche se Paypal e Amazon hanno già accettato la sfida.

Il Regno Unito porta con se una cultura che lega le due sponde dell’Atlantico ed è sicuramente uno dei paesi più importanti da tenere sotto osservazione per comprendere le tendenze che investiranno l’Europa.

In questa rubrica, cercherò di raccontarle dal punto di vista privilegiato di chi le vive sulla propria pelle ogni giorno, facendo in modo di mantenere sempre un doppio filo col Bel Paese.

Marcello Mari

Marcello Mari

Vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per TechEconomy è stato osservatore di usi e costumi della rete in terra londinese, ed oggi si occupa di analizzare trend digitali dati alla mano.

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2 commenti

Commenti e reazioni su:

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2 Comments

  1. Irene

    26/03/2012 alle 01:16

    molto interessante e ben scritto

  2. Pingback: Bilancio 2012: Osborne punta sull’ICT | Tech Economy

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