Nota a Margine

Non c’è niente di più vecchio del «nuovo»

nuovo

«Benvenuti nel nostro nuovo sito…» «L’introduzione delle nuove tecnologie…» «La nuova linea di prodotti di…»

Il nuovo imperversa. Nuovo, novità, innovativo… sono ovunque in rete (ma anche altrove). Nuovo è forse l’aggettivo più inflazionato nel linguaggio promozionale. Eppure, proprio per la sua stessa natura, è anche il più facilmente deperibile. Quel bel nuovo che, senza indugio, hai posto in evidenza sulla home page del tuo sito appena creato o rinnovato, saprà presto di stantio agli occhi del navigatore che sarà passato di lì più di una volta.

Le care, vecchie “nuove tecnologie”

Quando alla fine degli anni ’90 ho cominciato a occuparmi di comunicazione e didattica, mi sono presto imbattuta nell’espressione “nuove tecnologie”. All’inizio per me erano effettivamente “nuove”. Ma certo non lo erano già più per chi da tempo esplorava quegli orizzonti. E non ci volle molto perché anch’io cominciassi a soffrire la noia di tutta quella ribadita novità della tecnologia. È stato allora che ho cominciato a pensare che non c’è nulla che invecchi più rapidamente del nuovo e che perciò novità & derivati sono termini da usare con parsimonia, se si vuole evitare il mesto effetto da polverosa suppellettile da salotto di Nonna Speranza.

Canale e contesto

Per quanto tempo a un sito, a una tecnologia, a un prodotto, a un servizio ecc. si può attribuire la qualifica di “nuovo”? Se devi comunicare queste (ed altre) cose, per l’attribuzione di tale connotato non puoi basarti sulla tua percezione della cosa, né sulla loro “natura”, perché la novità non è una qualità intrinseca. Dovrai invece considerare i destinatari del messaggio, la tipologia del canale comunicativo che userai e la longevità del contesto attraverso cui vuoi veicolare il messaggio stesso.

In linea generale possiamo quindi dire che l’uso dell’aggettivo “nuovo” (e dei suoi derivati):

  • è sconsigliato in tutte le pagine e destinate a durare nel tempo, quelle strutturali come, ad esempio: home page, “Chi siamo”, “prodotti/servizi” ecc.;
  • può invece essere utilizzato liberamente in tutti i contesti comunicativi in cui il dato cronologico sia evidente e caratterizzante: newsletter; post di un’area news o di blog o ancora di una pagina facebook; tweet; aggiornamenti di qualsiasi altro social network.

È vero che un post, a meno che non venga eliminato, rimarrà sempre rintracciabile attraverso i motori di ricerca, anche dopo anni; ma è altrettanto vero che, grazie alla data che lo connota, sarà anche facilmente contestualizzabile e riconducibile al momento in cui è stato scritto. Questo non accade per le pagine web “fisse”, sulle quali spesso si tende a non rendere evidente la data di pubblicazione. Ed è proprio lì che devi limitare il più possibile l’(ab)uso del concetto di novità. Il rischio altrimenti è che, magari dopo un anno, o anche solo qualche mese dalla pubblicazione, all’ennesimo passaggio, quel “Benvenuti sul nuovo sito…” provochi al tuo visitatore la stessa malinconia di un coriandolo sbiadito sul marciapiede del primo giorno di quaresima.

Chiara Calzavara

Si occupa da tempo di comunicazione online e social media.
Salpata dal giornalismo, ha navigato per l’ufficio stampa e la comunicazione istituzionale, per tuffarsi in Rete quando gli anni cominciavano ancora per 1. Ha visto il web spegnere le candeline 2.0 e gli spazi digitali popolarsi di nuvole… ma non ha ancora perso il gusto per le novità.

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