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L’Enciclopedia Britannica interrompe le stampe

enciclopedia britannica

Un segno dei tempi? Una vittoria dell’ipertesto e la sua comodità d’uso sulla rilegatura e gli eserciti di tomi in bella mostra nelle librerie domestiche?  La forza della conoscenza “dal basso” ha smorzato la scintilla illuminista?
In qualunque modo la si voglia vedere, è una decisione che sembra definitiva: la prestigiosa Encyclopaedia Britannica,  rinomata in tutto il mondo, ha deciso di interrompere la pubblicazione della sua edizione cartacea. Quella del 2010 in 32 volumi sarà l’ultima versione che si potrà sfoggiare sulle mensole dei nostri mobili, con buona pace dei vari Rousseau, Diderot, Voltaire e d’Alembert.

Quello che, secondo il Presidente della Encyclopaedia Britannica Inc. Jorge Cauz, segna “un rito di passaggio in questa nuova era”, metterà a dura prova l’aplomb dei molti nostalgici, ancora affezionati alla consultazione degli eleganti (quanto pesanti) tomi,  che dovranno ora arrendersi al valore aggiunto offerto alla conoscenza dal Web: la praticità d’uso grazie all’ipertesto ed il continuo aggiornamento.

Infatti la società, che dalla metà del Settecento ha illuminato milioni di persone in tutto il mondo, non ha di certo deciso di sospendere la sua attività: ha solamente cambiato modalità di business, concentrando tutti gli sforzi (ed evitando costi e stipendi dei tanti venditori porta a porta) sul proprio sito web, offrendo così contenuti all’altezza della sua storia, ed in più elementi multimediali e garanzia di aggiornamento continuo.

Proprio l’impossibilità di correggere ed integrare le informazioni ha ultimamente causato alla società le più forti critiche da parte degli acquirenti che, ormai abituati alla velocità e malleabilità del web, non hanno saputo trattenere il loro disappunto per refusi, errori, inaccuratezza e distorsioni date dalle opinioni dei collaboratori meno attenti, definitivamente impressi su carta per sempre.

Problema che altri “competitor” online come Wikipedia, non hanno mai dovuto affrontare, permettendo agli utenti più esperti e ferrati, a fronte di una potenziale perdita di controllo sulla qualità dei contenuti, di intervenire in prima persona, eliminando o correggendo il problema, gratificandoli inoltre con la presa di coscienza e manifestazione pratica delle proprie competenze.

Sicuramente  l’ non è ancora pronta, né interessata a lasciare ai propri clienti online tali margini d’operatività sulle pagine del proprio sito, che potranno comunque contribuire con commenti e segnalazioni di inesattezze o problemi. Quel che è certo è che  ha sicuramente (e a fatica) imparato la lezione dal web, mettendosi per una volta, dopo secoli, dall’altra parte della “cattedra”.

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