La chiusura di non ha rallentato il browser-based, che si è semplicemente spostato su altri siti.

L’azione dell’FBI sembra non essere riuscita a limitare la condivisione di contenuti coperti da copyright, nonostante il ruolo centrale rivestito in tali tipologie di pratiche da Megaupload.  Alcuni utenti sono passati a sistemi di scambio peer-to-peer, ma la maggioranza ha semplicemente cambiato servizio di condivisione browser-based e streaming.

Una ricerca effettuata da Palo Alto Networks, società di consulenza e sicurezza informata utilizzata da alcune delle maggiori compagnie mondiali, analizzando il traffico dati di 1636 organizzazioni economiche a cui presta i propri servizi, ha scoperto che il download illegale di contenuti non è stato particolarmente influenzato dalla chiusura del popolare sito.

Se si osserva dopo la chiusura, si vedono altri soggetti riempire il vuoto” spiega Chris King, direttore marketing dei prodotti di Palo Alto Networks. I dati della società riguardano le attività nei luoghi di lavoro, ma non sembra sussistere ragione per cui la tendenza non debba essere simile anche tra le pareti domestiche.

Il sito che sembra essersi avvantaggiato di più della chiusura di Megaupload risulta essere , passato dal 6% del traffico dati utilizzato per scaricare al 28%. (Megaupload prima della chiusura rappresentava circa il 25% del traffico.) Rapidshare sale a sua volta dall’8% al 15%.

La società sostiene di aver riscontrato l’utilizzo di servizi di file-sharing browser-based nel 92% delle società analizzate.

 

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