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Il Futuro è Mobile

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Mentre fino a poco tempo fa la telefonia veniva solo associata allo strumento che ha stravolto le comunicazioni interpersonali, oggi è chiaro che siamo di fronte all’apertura di una nuova e dirompente discontinuità nel nostro rapporto con le tecnologie e l’interazione attraverso le reti. Allo stesso tempo, grazie alle tecnologie mobili si trasformeranno definitivamente i processi distributivi e transattivi. Anche dal punto di vista infrastrutturale, e a maggior ragione dopo la recente chiusura della kermesse di Barcellona, il primato delle comunicazioni mobili appare in tutto il suo splendore, al punto di far dubitare alcuni sul ruolo futuro delle reti di telecomunicazioni fisse, anche di nuova generazione.

La legge di Moore della banda larga mobile

Con lo sviluppo della banda larga mobile e l’esplosione dei terminali intelligenti (smartphone e tablet, ma anche le console dei videogiochi e oltre) si è innescato qualche cosa di molto simile alla famosa legge di Moore dell’informatica, vale a dire il circolo virtuoso tra infrastrutture, prodotti e lo sviluppo di un nuovo ecosistema digitale. Siamo solo all’inizio e oggi molti smartphone non vengono ancora utilizzati per navigare, ma le cose cambieranno rapidamente nei mesi e anni a venire. Del resto, la vendita degli smartphone ha già superato quella dei PC, l’era dell’always connected è ormai dietro l’angolo e il traffico medio generato oggi da ogni dispositivo (150 MB) è destinato a moltiplicarsi almeno per dieci nei prossimi 5 anni.

Apps, ma non solo

Su 6 miliardi di terminali mobili, poco meno di 1,5 miliardi sono già abilitati alla banda larga mobile e il superamento dei 25 miliardi di apps scaricate da iTunes a fine febbraio è solamente la punta dell’iceberg del nuovo mondo di applicazioni in servizi che è possibile fruire in mobilità. Il cellulare è già oggi una piattaforma audiovisiva a pieno titolo e i recenti annunci da parte di attori chiave come SKY ne sono l’ulteriore riprova. Inoltre, il cellulare sarà sempre di più dispositivo di pagamento e canale di acquisto di beni e servizi, non solo immateriali. Attraverso l’Internet delle cose è infine destinata a cadere anche la barriera fisiologica del numero di soggetti “umani” da interconnettere, ampliando ulteriormente la sfera delle possibilità. Per visualizzare cosa significa un mondo iperconnesso basta guardare alla ricostruzione dei flussi mobili nella città di Ginevra e ricordare come si tratti solo di una parte degli scambi in rete (www.villevivante.ch).

Strumento di produttività individuale

Mobile non è però solo comunicazione e intrattenimento. Per il sistema delle imprese la banda larga mobile rappresenta il fattore abilitante che consentirà la definitiva affermazione dell’azienda ubiqua, nonché la concretizzazione del paradigma del business everywhere. Tra i processi aziendali che ne potranno trarre i benefici maggiori vi sono sicuramente quello commerciale (inclusa ovviamente la componente marketing) e quello dell’assistenza tecnica, per i quali le performance di rete e la qualità video rappresentano un definitivo passaggio a Nord Ovest riguardo alla dematerializzazione (si pensi ai cataloghi, a configurazioni di offerta, a simulazioni di applicazioni) e la gestione real time (acquisizione e monitoraggio ordini, ma anche assistenza da remoto, registrazione e invio di situazioni anomale da analizzare a cura di esperti presso la sede principale). Infine, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tale evoluzione non riguarda solo gli addetti “mobili” delle grandi aziende, ma anche – e forse soprattutto – i professionisti e in generale le categorie “nomadiche” che necessitano di un accesso continuo e remoto a risorse centralizzate (proprie o fonti esterne, si pensi a geometri, architetti, ingegneri) e possono beneficiare maggiormente dell’utilizzo innovativo degli strumenti di produttività individuale sia in mobilità che presso il proprio ufficio/studio.

Ubiquitous Italy, ecco il nuovo progetto di cui ci piacerebbe iniziare a parlare.

Appuntamento al prossimo articolo!

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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