Market & Business

Apple: 514mila posti di lavoro negli Stati Uniti

apple desk office

Apple ha costruito il proprio successo su due pilastri: innovazione tecnologica ed immagine. Ultimamente, però, l’immagine complessiva dell’azienda ha subito diversi brutti colpi. Il danno maggiore alla reputazione della società è probabilmente arrivato dallo scandalo sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche asiatiche dove i prodotti vengono effettivamente prodotti.

Un numero crescente di persone in tutto il mondo inizia a vedere la compagnia come un’altra delle tante corporation che sfruttano lavoratori malpagati nei paesi emergenti. La vicenda ha, inoltre, richiamato l’attenzione di molti statunitensi sull’enorme quantità di che la compagnia, invece di creare negli Stati Uniti, esporta all’estero in una situazione di crisi economica strisciante.

L’azienda per cercare di rispondere alla accuse ha intrapreso diverse iniziative. La prima è stata di invitare gli ispettori della Fair Labor Association nelle fabbriche della , dove vengono prodotti iPad ed iPhone. L’iniziativa è stata lodata da molti, ma altri l’hanno vista come un’operazione di immagine che non risolve il problema.

L’opinione pubblica statunitense è, però, ancora molto preoccupata per i posti di lavoro che Apple esporta all’estero quando potrebbe crearli nel proprio paese di origine. La compagnia è sempre stata attenta a sottolineare le proprie radici americane: sia per evitare simili problemi, sia per l’appeal maggiore che un prodotto costruito negli Stati Uniti può avere su una parte dei consumatori. Sul retro dei propri prodotti l’azienda inserisce, così, la particolare dicitura  Designed By Apple in California and Assembled in China.

La multinazionale, in considerazione della pressione pubblica, ha deciso, inoltre, di rilasciare alcuni dati sui posti di lavoro che l’azienda avrebbe creato nel paese, tratti da due differenti studi.

La prima ricerca, effettuata da  Analysis Group, ha provato a calcolare l’impatto diretto ed indiretto dell’azienda sull’economia , utilizzando uno standard per calcolare il lavoro indiretto creato sviluppato dall’U.S. Bureau of Economic Analysis. Apple avrebbe creato, secondo i dati, 304000 posti di lavoro. 47000 sarebbero gli impiegati diretti di Apple nel paese, mentre 257000 i lavori creati indirettamente. Tali lavori creati indirettamente spaziano nei più vari settori, tra cui: sviluppo e produzione di componenti, professioni scientifiche e tecniche, vendite ai consumatori, trasporti, vendite alle aziende e cure mediche.

La società, per quanto riguarda i posti di lavoro direttamente creati dall’azienda, sottolinea, inoltre, che si sono più che quadruplicati in dieci anni, passando dai 10000 del 2002 ai 47000 attuali, e che la proporzione tra lavoratori statunitensi ed esteri in tutto il mondo è a favore dei primi (47000 su 70000 impiegati totali).

La multinazionale californiana scende nel dettaglio, anche, per quanto riguarda gli Apple Store e il supporto clienti che darebbero lavoro rispettivamente a 27350 e 7700 persone nel paese. Rivendica con forza l’aver mantenuto i call center negli USA, al contrario di molte multinazionali e rinunciando a risparmi pari al 50% della spesa.

Il secondo studio, effettuato da TechNet, analizza il mercato delle app mobili, riscontrando 210000 posti di lavoro creati dall’azienda di Cupertino, che dichiara di aver versato agli sviluppatori circa 4 milioni di dollari.

Apple avrebbe, così, creato, in totale, 514000 impieghi negli Stati Uniti.

Greg Linden, ricercatore della Haas School of Business a Berkeley, è scettico su alcuni dei dati rilasciati. Non ritiene, ad esempio, legittimo che l’azienda si prenda il merito dei lavori in settori come i servizi postali, UPS, semplicemente perché consegnano i prodotti Apple. “È difficile dire fino a che punto questi lavori sarebbero esistiti con o senza Apple”. Riconosce al contrario il merito alla società per lo sviluppo del mercato del lavoro legato alle app. “Sono buoni e solidi lavori, e meritano tutto il credito per questi. Hanno dato inizio all’intero ecosistema app

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This