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Turismo 2.0: i social site e i numeri del successo

Turismo 2.0: i social site e i numeri del successo.techeconomy

Nel precedente articolo avevamo analizzato, numeri alla mano, il crescente peso nell’industria del dell’utilizzo dei social network site. Oggi la riflessione si sposta proprio su quei siti che hanno fatto dell’esperienza diretta dell’utente nel pre e post viaggio, la loro fortuna.

Con più di 50 milioni di visitatori unici al mese, 20 milioni di iscritti e oltre 50 milioni di recensioni TripAdvisor è la più grande community di viaggiatori per recensire alberghi e ristoranti sparsi in tutto il mondo ed è il primo sito web consultato da chiunque decida di intraprendere un viaggio. I dati più recenti diffusi dall’azienda parlano di 2500 recensioni online pubblicate ogni minuto. È la natura stessa del sito, quindi, a creare l’effetto “buzz”, una sorta di passaparola online, vitale per la promozione di strutture alberghiere situate in destinazioni meno convenzionali che godono quindi di scarsa  visibilità, come molti degli 8.092 comuni italiani – patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.

E se fino a poco più di un decennio fa organizzare una vacanza fin nei minimi dettagli significava affidarsi a un’agenzia di viaggi, oggi anche al turista più apprensivo sarà capitato di prenotare una vacanza attraverso siti internet che permettono di programmare tutte le fasi e i momenti del viaggio. In questa direzione stanno andando molte piattaforme, tra cui Expedia, una società leader a livello mondiale nel settore del turismo. Fondata nel 1996, Expedia è stata la prima società di e-travel e oggi offre un servizio a 360 gradi: dalla prenotazione dei biglietti aerei, all’assicurazione di viaggio in caso di mal tempo, all’acquisto di biglietti per i musei. Le ragioni del successo sono evidenti: flessibilità, possibilità di personalizzazione dei viaggi e immediatezza delle transazioni. E per ogni utente soddisfatto c’è un imprenditore più vicino al suo mercato.

Potenzialità che gli italiani conoscono bene. Italiano è stato infatti il nucleo fondante di Venere.com, il primo prototipo di sito internet per la prenotazione alberghiera, che rappresenta ancora oggi una delle principali (e troppo poco raccontate) storie di successo dell’economia digitale italiana.

Obiettivo dell’utente è anche quello di accaparrarsi la migliore offerta per visitare una meta turistica e Groupon, Letsbonus e PrezzoFelice sono solo alcuni dei siti che accorrono in soccorso. Pensare però che queste realtà si rivolgano esclusivamente ai turisti dal portafoglio sottile sarebbe un errore imperdonabile. Infatti, se è vero che cresce esponenzialmente l’interesse per le offerte online, è importante evidenziare che è soprattutto vivo e crescente l’interesse degli operatori del settore che riconoscono il valore di un’appetibile vetrina di marketing e promozione a bassissimo costo ma ad altissimo potenziale: Groupon, per esempio, è un’azienda che commercializza offerte a 150 milioni di consumatori ogni giorno. “Nessuna altra compagnia al mondo ha la capacità di raggiungere un’audience così vasta”, sottolinea Boyan Josic, chief executive di DailyDealMedia.

Quello che questi siti permettono di fare è di lavorare in maniera più efficiente riducendo i “periodi morti”. In quest’ottica una struttura alberghiera può ottimizzare il flusso di clienti nei “periodi morti” e ammortizzare meglio i costi di gestione, può accattivare clientela con un trattamento scontato per poi convincerla a tornare pagando il prezzo pieno, attirare clientela giovane (il 68% degli utenti di Groupon ha fra i 18 e i 34 anni) e generare il passaparola digitale: il 95% delle imprese coinvolte dichiara di aver tratto benefici dalla visibilità, tanto da voler reinvestire.

E ancora: AirBnb è un sito che si propone come intermediario per far incontrare la domanda e l’offerta delle case-vacanza; un servizio di successo e allettante per entrambi i soggetti coinvolti: chi offre case o camere in affitto trova ospiti con facilità, mentre l’affittuario ottiene prezzi stracciati. Così facendo, in alcuni casi per l’utente la destinazione assume persino un’importanza secondaria rispetto all’aspetto economico: la città e la sua immagine si riflettono attraverso le strutture alberghiere ma, probabilmente, grazie a realtà come queste il turismo continua a essere, nonostante la crisi, uno dei motori di traino dell’economia mondiale.

Sono solo alcuni esempi delle potenzialità infinite dell’ al servizio del turismo. Un elenco non certo esaustivo ma concreto che ogni manager del settore turistico, pubblico o privato che sia, deve conoscere prima di pianificare gli anni a venire. Prima di decidere se, e in quale direzione, investire.

Francesco Soro

Francesco Soro

Francesco Soro è avvocato e Presidente del CoReCom Lazio e del Coordinamento nazionale dei Corecom. Fino al 2008 è stato Consigliere per L’Innovazione del Ministro per gli Affari Regionali, membro di diverse Commissioni ministeriali, nonché Presidente del Consorzio ICT, società mista a maggioranza pubblica della Regione Lazio con Alenia Spazio, IRI management, Distretto dell’ICT e dell’Audiovisivo e TecnoPolo. E’ stato Off Counsel per Rosstto & Partners e, in precedenza, partner di Sciumè Zaccheo & Associati, dove ha svolto l’attività professionale in ambito litigation e pubblic affairs.

4 commenti

Commenti e reazioni su:

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4 Comments

  1. Giacomo

    07/03/2012 alle 17:46

    Tra la lista manca Travellution :-), un nuovo social travel planning site che abbiamo lanciato da circa tre mesi. Oltre che essere un travel planner per fare viaggi di gruppo , connettiamo i viaggiatori che pianificano un viaggio con le stesse destinazioni e interessi simili diventando Tripmates. Una volta che si diventa Tripmates con altri viaggiatori si cominciano a ricevere updates sul planning degli altri Tripmates che possono essere utili al proprio viaggio.

  2. Pingback: Turismo 2.0: i social site e i numeri del successo « Francesco Soro

  3. quick loans

    06/06/2012 alle 19:53

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  4. Pingback: Turismo: come app e algoritmi intelligenti cambiano i nostri viaggi? | Tech Economy

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