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Mobile Payment. A che punto siamo?

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Nel corso del 2011 sono giunti diversi segnali di cambiamento che fanno ben sperare nella diffusione su larga scala dei . Il mercato mobile offre senza dubbio il dato più eclatante. In Italia nel primo trimestre 2011 gli smartphone hanno superato i 20 mln, avvicinandosi alle vendite dei telefonini tradizionali (dati Nielsen).

Nelle previsioni sui trend di mercato 2012 Deloitte afferma che verranno venduti un mld di smartphone low cost (<100 dollari), allargando così il bacino di utenza. Secondo Ipsos Media CT e Google, il driver principale di diffusione degli smartphone è, oltre alle “app”, Internet: l’82% degli utenti utilizza un motore di ricerca una volta a settimana e il 53% lo usa giornalmente. Il 78% esegue ricerche locali almeno una volta al mese: visita siti di prodotti, servizi o attività commerciali.

Il mercato favorisce quindi l’offerta di servizi evoluti come i Mobile Payment realizzati tramite Internet, lettura di QR Code o tecnologia NFC, per la quale aumentano gli enabled-devices. Cresce anche il numero di sperimentazioni, soprattutto a livello internazionale. In Europa Cityzi, progetto partito a Nizza nel 2010, ha coinvolto MNOs, banche e esercenti, registrando un notevole successo.

L’Italia è leggermente più indietro, ma i diversi operatori si mostrano comunque interessati al mercato dei pagamenti mobili. A tal proposito ricordiamo il sistema Bemoov di Movincom che consente di pagare il taxi o il biglietto dell’autobus tramite smartphone e i servizi di Semplifica di PosteMobile integrati nella SIM. Per quanto riguarda i pagamenti presso il punto vendita, il progetto più interessante è quello di Intesa Sanpaolo, che consente a 600 utenti selezionati di pagare negli esercizi convenzionati avvicinando il proprio cellulare al POS abilitato.

In ambito normativo le direttive europee Payment Service Directive e nuova Electronic Money Directive regolamentano i pagamenti elettronici nella SEPA, l’area unica dei pagamenti in euro, con il compito di creare un contesto standardizzato in grado di favorire l’ingresso di nuovi soggetti. Quali benefici, in termini di business, porterà l’adozione dei M-Payment ce lo spiega il report La Bussola sui Mobile Payment del CATTID. Per gli MNOs il vantaggio è sicuramente quello di offrire ai consumatori servizi a valore aggiunto (VAS), mentre le banche, gestendo il servizio di pagamento, aumenteranno la fedeltà dei propri clienti. Gli esercenti potranno beneficiare della maggiore velocità delle operazioni di pagamento e della possibilità di mettere in campo azioni di up-selling e cross-selling. Inoltre, i Mobile Payment contribuirebbero a ridurre l’economia sommersa e ad abbattere il costo del contante.

Per allargarne le possibilità è necessario tuttavia implementare modelli di business soddisfacenti per aziende e consumatori, garantendo loro una migliore gestione dell’acquisto rispetto al contante. Questa la sfida più importante per lo sviluppo dei M-Payment come modalità di pagamento vincente.

Mariarosaria Pazzola

Mariarosaria Pazzola

Laureata in Comunicazione d’impresa alla Sapienza con una tesi sull’usabilità delle applicazioni di Mobile Payment. Si occupa di mobile, di nuove tecnologie e servizi ad esso collegati.

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