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Intelligenza non è adesiva … o forse si!

Intelligenza non è adesiva ... o forse si.techeconomy

Crisi, professori, meritocrazia

Tutti vorremmo trasferire le nostre conoscenze ai nostri cari. Trasferirle in maniera veloce e immediata quale miglior modo se non il contatto, la vicinanza, il pensiero. Beh questo non è possibile. Tutti noi abbiamo sudato le nostre conoscenze. Un percorso lungo e faticoso. Abbiamo imparato, disimparato e imparato cose nuove. Ogni volta costruiamo e distruggiamo e questo ci permette di continuare a crescere di continuare a pensare di essere delle Persone che vivono e non vegetano. Una volta che tu hai acquisito qualcosa questo qualcosa ti appartiene: è tuo. Nessuno può togliertelo. Impari a leggere e nessuno può cancellare questa tua abilità. Impari un mestiere e questo è il tuo. Puoi farlo bene o male ma è il tuo, ti appartiene è frutto dei tuoi sforzi, dei tuoi sogni, delle tue emozioni. Semplice. Democratico. Sei bravo vai avanti, non lo sei vai avanti ma fino al tuo livello di bravura. Nella società servono i numeri uno, due, tre: serviamo tutti.

In sintesi quello che hai non può essere trasferito velocemente. La Persona a cui vuoi trasferire le tue abilità non può arrivarci per una scorciatoia. Non puoi attaccare un adesivo e trasferisci. L’immagine in Matrix dove con un cavo inserito nella testa viene trasferita la competenza per guidare un elicottero in pochi secondi è emblematica, un sogno. Forse si, forse no. Una differenza, in quel caso si trasferiscono istruzioni, non intelligenza.
Beh, questo sembra talmente facile che è anche stupido parlarne. Però.

Ebbene in questo paese l’intelligenza è adesiva. Si, proprio così è adesiva. I genitori la trasmettono ai figli senza sforzo. Basta vedere quanti notai, sono figli di notai, quanti politici sono figli di politici, ecc. Tra tutte le categorie c’è ne una ancora più pervasiva. Quella dei professori universitari. Le inchieste degli ultimi anni hanno evidenziato la strana anomalia di cognomi prevalenti nelle varie università. I professori alias i tecnici alias gli esperti.
Beh, una riflessione va fatta.

E la meritocrazia? Vale sempre e solo per gli altri? Nessun dubbio sulle capacità e abilità dei professori, ma se poi i comportamenti sono uguali a quelli degli altri. Siamo sicuri che nelle università la meritocrazia sia valorizzata? E i precari? E i bravi che vanno via? Tutta colpa del sistema politico! Può darsi.

E gli esperti, sono tali solo quando danno consigli. Le università, i professori sono i massimi esperti nel loro settore e allora come mai non sono degli esempi gestionali da seguire? Come è possibile che nel tempio del sapere si riproducono errori e malgoverni? Come è stato possibile permettere il proliferare di università a scapito della qualità e, peggio ancora, quello di corsi con così pochi studenti e di scarsa utilità? Dove erano questi professori esperti di futuro quando si facevano queste cose?

Ovviamente la colpa è della politica, ma poi qualcuno lascia fare. Nessuno si fiderebbe di un medico ipocondriaco concentrato sul curare i sintomi e non la malattia, eppure questa è la normalità e di un esperto/professore di economia ipocondriaco?
Come è possibile che chi non gestisce bene casa sua poi può gestire la casa degli altri? Una cosa è dire cosa fare un’altra è farla, un’altra ancora pensare diversamente.

Gli esperti non sono estranei alla politica, appartengono per forza a qualche scuola e questa scuola ha un modo diverso dalle altre di interpretare lo stesso fenomeno. Gli esperti indirizzano la politica, ne indirizzano le modalità e scandiscono i tempi. Sono gli occhiali attraverso i quali la politica interpreta il proprio mondo. In pratica gli danno sostanza. D’altronde Tremonti, Brunetta sono anche loro professori così come lo è Monti. La politica è piena di professori, ma evidentemente non è un problema tecnico. Evidentemente non è un problema di professore come etichetta, come status. È innanzitutto un problema di Persona e poi un problema di esecuzione. Non puoi chiudere il controllo del contante quando poi da ministro ti fai liquidare il tuo emolumento in contanti. Credibilità. Intelligenza non può essere trasferita (padri) o data per scontata (amici) o buona per ogni stagione (politici). Quale manovra ci possiamo aspettare da questi professori/tecnici/esperti? Una “cosa” inutile. Perchè? Lo vedremo alla prossima puntata.

C’è un massima che recita: Il Titanic costruito dagli esperti, considerato inaffondabile è affondato, l’Arca costruita da dilettanti ha superato la più grande tempesta, indenne. Viva i dilettanti? Certo che no,  quei dilettanti avevano uno sponsor di quelli seri, di quelli che fanno la differenza. Dio. Uno sponsor che voleva cambiare sul serio, che voleva ed ha  trasformato il mondo. Qui si cerca ancora una volta di fare le stesse cose, con le stesse idee, si costruirà un Titanic e il finale lo conosciamo già.
L’intelligenza non è adesiva ma l’imbecillità si.

Beppe Carrella

Beppe Carrella

Ha ricoperto nel passato incarichi di crescente responsabilità in grandi aziende sia in Italia sia all’estero (TSF, Aspasiel, Finivest, Emi/Virgin, Ebiscom, Price Waterhouse). È stato docente di Informatica e Tecnologie Multimediali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano , Federico II di Napoli e Luiss di Roma, visiting professor al MIT di Boston. Scrive su alcuni giornali e autore di qualche libro (nessuno di questi è mai diventato un best seller). Attualmente cerca di far decollare una propria iniziativa imprenditoriale.

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  1. Achille

    24/02/2012 alle 10:38

    bè…..sappiamo tutti che in italia la meritocrazia non esiste ancora….e le università non sono piu un modo sicuro di interpretare la vita…..
    la raccomandazione è fondamentale e i baroni una realtà accademica,quindi,di cosa stupirsi?
    la valorizzazione delle risorse umane è ancora una autentica sconosciuta.

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