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Mobile Advertising: decolla oppure no?

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Il advertising è in una fase di forte crescita anche tra i maggiori brand mondiali e molte ricerche confermano tale trend positivo. eMarketer ritiene, ad esempio, che la spesa complessiva per questa forma promozionale nei soli Stati Uniti sarà pari a $2.6 miliardi quest’anno. Una ricerca IAB ha riscontrato un incremento della spesa in mobile da parte dei top brand pari al 63% negli ultimi due anni e prevede un ulteriore crescita del 72% nei prossimi due.

Flurry, società specializzata in ricerca e servizi per le applicazioni mobili, ha provveduto a raffreddare gli entusiasmi rilasciando i risultati di una nuova ricerca. La società ha semplicemente confrontato la spesa in advertising sui diversi media e il tempo che le audience spendono utilizzandoli. I risultati rispetto alle altre analisi definiscono un quadro ben diverso. I risultati non sorprendono, ma illuminano e chiariscono la situazione. TV, stampa e radio raccolgono una quota della spesa pubblicitaria superiore al tempo di fruizione delle audience. La stampa ha il divario maggiore, raccogliendo il 29% dei budget promozionali con il solo 6% di tempo di fruizione del media da parte dei pubblici. Web e mobile raccolgono una quota di advertising budget  minore del tempo occupato nelle diete mediali delle audience. Il web ottiene il 6% in meno di spesa promozionale, il mobile addirittura il 22% in meno.

Nonostante la crescente diffusione del , continua a riscontrarsi un investimento minore di quanto sarebbe razionale aspettarsi vista la forte crescita dei consumi. Le ragioni probabilmente sono da ricercare nella rapida crescita e diffusione dei mobili device che ha trovato impreparati i pubblicitari e gli inserzionisti. “Madison Avenue e i brand non si sono ancora adattati alla crescita senza precedenti del consumo di app.” Commentano gli analisti Flurry, aggiungendo che la mancanza di strumenti analitici standardizzati per il mobile, e dati per scontati dalle agenzie per gli altri media, unita alla recente formazione dell’ecosistema di advertising mobile, ne fanno una forma promozionale ancora in fase di sviluppo e miglioramento dei servizi.

Flurry ha, inoltre, analizzato le attività di 60000 utenti iOS riscontrando un tasso di conversione in click per i mobile ads superiore tra le persone di sesso femminile e, in particolare, tra quelle di classe sociale media e con istruzione universitaria. Il dato è in sé molto interessante per diverse ragioni, ma soprattutto per il forte appeal che tale target può esercitare sui pubblicitari e sugli inserzionisti.

Il quadro della situazione che si ricava dalla ricerca Flurry è più complesso e, pur raffreddando gli entusiasmi più immediati, lascia ben sperare per il futuro del mobile advertising.

 

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  1. Pingback: SessionM: il nuovo mobile advertising e la gamification | Tech Economy

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