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Banda larga: a Ginevra si discute su disponibilità di frequenze

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Il crescente utilizzo dei dispositivi mobili a rende sempre più cogente il problema della disponibilità delle frequenze e della sua allocazione. Questo è il tema di cui si sta discutendo a Ginevra, nel corso della Conferenza mondiale sulle radiocomunicazioni dove 3.300 delegati di oltre 150 Paesi sono riuniti per rivedere il trattato internazionale che regola l’uso dello spettro radioelettrico.

Obiettivo è ridisegnare la mappa delle attribuzioni delle frequenze. Dal 2007, infatti, anno in cui si è svolta l’ultima Conferenza mondiale, la domanda di risorse frequenziali è cresciuta notevolmente vista la diffusione dei dispositivi mobili e la crescita del traffico dati.

Le radiocomunicazioni sono sempre più presenti nella nostra vita, ma lo spettro e le frequenze che ne consentono un utilizzo così diffuso sono limitate, e “quando si sviluppa un’applicazione come avviene per smartphone e tablet – ha spiegato Francois Rancy dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu) – lo spettro necessario per le nuove possibili applicazioni deve essere preso ad altri”.

Grazie all’evolversi delle tecnologie si può recuperare spazio. Con il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale, ad esempio, si sono liberate porzioni di spettro grazie alla maggiore efficienza delle trasmissioni digitali. Queste frequenze possono ora essere attribuite ai servizi di telefonia mobile o di Internet.

Nel corso di questa conferenza ognuno deve giustificare e provare il buon uso che fa dello spazio che gli è stato attribuito”, ha detto Rancy. Sebbene lo spettro radioelettrico sia vasto, si tratta pur sempre di una risorsa limitata e quindi occorre razionalizzarne l’utilizzo.

Per questo – ha sottolineato Rancy – nelle attribuzioni di frequenze dobbiamo far muovere le frontiere, cercando di non fare troppe vittime e considerando vantaggi e svantaggi di ogni banda di frequenza”.

Le decisioni prese al termine della Conferenza modificheranno le regole sull’utilizzo dello spettro a livello mondiale e incideranno inevitabilmente sullo sviluppo dell’ICT nei prossimi anni.

Antonella Tozzi

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