Market & Business

Groupon: espansione internazionale e perdite

GROUPON: SOCIETA', SODDISFATTI IPO; WSJ, SI ISPIRA AD AMAZON

Groupon cresce in termini di diffusione, presenza nei mercati internazionali e fatturato, ma i costi dovuti all’espansione globale generano perdite.

La compagnia ha rilasciato i risultati finanziari dell’ultimo trimestre dell’anno. Il fatturato del periodo è superiore alle aspettative ($506.5 milioni) ed è quasi triplicato (+194%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ($172.2 milioni). Ciò nonostante la compagnia registra perdite pari a $42.7 milioni.

Stessa tendenza anche se si considera l’intero anno. Il fatturato annuale di è di $1.6 miliardi di dollari ($4 miliardi lordi prima dei pagamenti agli esercenti), con una crescita impressionante del 419% rispetto al 2010; ma l’azienda perde $350 milioni in un anno.

Le ragioni delle perdite sono da ricercare nell’aggressiva strategia di espansione all’estero della compagnia che ha, ormai, buona parte dei suoi 33 milioni di clienti attivi ed il 70% dei suoi 10.000 dipendenti in 46 diversi paesi esteri.

Andrew Mason, CEO della compagnia di daily deals, attribuisce le perdite alle tassazioni più pesanti in vigore in molti paesi esteri. Le spese dovute al marketing, necessarie per conquistare nuovi mercati, hanno un ruolo altrettanto centrale nell’attuale situazione finanziaria. Groupon ha speso in un anno la cifra astronomica di $769.6 milioni in marketing, ma registra una progressiva riduzione di questa tipologia di spese in termini di percentuale di fatturato. Il trend dovrebbe essere confermato visto che la compagnia sta raggiungendo posizioni di mercato più stabili. Le strategie di marketing future, inoltre, secondo Mason, dovranno orientarsi maggiormente all’incremento delle transazioni degli attuali clienti, piuttosto che alla conquista di nuovi.

I primi risultati finanziari dalla quotazione in borsa a Novembre hanno causato un calo del valore di mercato delle azioni della compagnia, dovuto principalmente alle perdite e agli ancora alti costi di marketing, ma parzialmente anche ai dubbi degli operatori sulla sostenibilità del modello economico di Groupon.

La strategia della compagnia sta, in ogni caso, dando i suoi frutti almeno da due punti di vista: crescita della base di client attivi (+20% in tre mesi, + 275% in un anno) e diversificazione internazionale delle entrate (il 37% delle entrate del trimestre proviene dal Nord America e il 63% da paesi esteri, contro rispettivamente il  51% e il 49% dello stesso periodo del 2010).

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